Suor Domenica Mantovani salirà agli onori della Chiesa in piazza San Pietro il 27 aprile

Tanta folla nella parrocchiale per ricordare la Beata Maria

08/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Zeno Martini

Domeni­ca scor­sa la comu­nità di Castel­let­to ha vis­su­to con par­ti­co­lare inten­sità e gioia la fes­ta che ha dato avvio alle cel­e­brazioni in vista del­la beat­i­fi­cazione di madre Maria Domeni­ca Man­to­vani , cofon­da­trice delle Pic­cole Suore del­la Sacra Famiglia assieme al beato Giuseppe Nascim­beni , che avver­rà in piaz­za San Pietro a Roma il prossi­mo 27 aprile. La ban­da musi­cale di Castel­let­to ha sfi­la­to per il paese pri­ma del­la mes­sa, sot­to­lin­e­an­do l’entusiasmo delle tante per­sone che poi si sono recate numerose assieme alle suore dell’istituto nel­la chiesa par­roc­chiale, edi­fi­ca­ta dal­lo stes­so Nascim­beni all’inizio del sec­o­lo scor­so. La solenne cel­e­brazione eucaris­ti­ca è sta­ta pre­siedu­ta da don Bruno Fasani, diret­tore del set­ti­manale dioce­sano Verona Fedele, una pre­sen­za volu­ta dalle pic­cole suore del­la Sacra Famiglia per indi­care il carat­tere dioce­sano del­la prossi­ma beat­i­fi­cazione. Con don Fasani han­no con­cel­e­bra­to il rito litur­gi­co il par­ro­co di Castel­let­to don Lui­gi Marogna, don Domeni­co Gaioni sac­er­dote nati­vo di Castel­let­to e padre Vin­cen­zo Mori cap­pel­lano delle suore. Pre­sen­ti in chiesa anche il sin­da­co di Bren­zone Gio­van­ni Zap­palà e altri rap­p­re­sen­tan­ti dell’amministrazione comu­nale, che con la loro pre­sen­za han­no tes­ti­mo­ni­a­to che la beat­i­fi­cazione oltrepas­sa i con­fi­ni del­la sfera reli­giosa e investe anche la soci­età civile. La vocazione comune alla san­tità è sta­to l’argomento dell’omelia di don Fasani, che ha spie­ga­to «non con­siste tan­to nel com­piere opere di bene, ma nel­lo stare con il Sig­nore, nel­la fedeltà a quel­la bellez­za di cui Dio stes­so si è com­piaci­u­to dopo la creazione». Facen­do rifer­i­men­to in par­ti­co­lare alla prossi­ma bea­ta, il prete gior­nal­ista ha sot­to­lin­eato «la com­plic­ità di san­tità esistente tra lei, gio­vane aper­ta al divi­no e don Nascim­beni, uomo nel pieno del­la sua matu­rità umana e sac­er­do­tale, suo par­ro­co e gui­da. A dis­tan­za di tem­po, è pos­si­bile cogliere come Dio ha com­pi­u­to in lei un mer­av­iglioso prog­et­to di san­tità, attra­ver­so la vic­i­nan­za a questo grande uomo, che ha avu­to il cor­ag­gio e la capac­ità di for­gia­r­la sec­on­do i dis­eg­ni di Dio». «Madre Maria», ha chiosato don Fasani, «cos­ti­tu­isce un forte richi­amo per tut­ti a vivere la car­ità di Cristo nel seg­no del­la dol­cez­za, frut­to di una pro­fon­da e vera uman­ità». Dopo la con­sacrazione don Bruno Fasani ha pre­so tra le brac­cia il bam­bi­no di una cop­pia di sposi che assieme alla madre gen­erale suor Gian­nan­dreina Tode­sco era­no sta­ti invi­tati ad avvic­i­nar­si all’altare e lo ha innalza­to come il cel­e­brante fa con l’ostia con­sacra­ta. Questo gesto molto sig­ni­fica­ti­vo don Bruno l’ha spie­ga­to così. «Il pri­mo taber­na­co­lo di Dio è l’uomo e ogni uomo, nel­la vari­età e molteplic­ità delle vocazioni (mat­ri­mo­ni­ale, reli­giosa, pres­bit­erale), va a Dio e i vari min­is­teri sono chia­mati a servire l’uomo nel suo fon­da­men­tale ori­en­ta­men­to a Lui». Al ter­mine del­la mes­sa la madre gen­erale suor Gian­nan­dreina a nome dell’istituto ha ringrazi­a­to i sac­er­doti pre­sen­ti e le autorità inter­venute, la popo­lazione per la forte e sen­ti­ta parte­ci­pazione e ha invi­ta­to tut­ti a sco­prire sem­pre meglio la nuo­va bea­ta, las­cian­dosi coin­vol­gere nelle inizia­tive che saran­no pro­poste nei prossi­mi mesi. Dopo la cel­e­brazione è segui­to un momen­to di con­di­vi­sione e fra­ter­nità nel cor­tile del­la casa madre del­l’is­ti­tu­to, dove la ban­da ha ripreso a suonare intrat­te­nen­do tut­ti i pre­sen­ti.

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