A Toscolano è nata l’associazione Deep explorers Sub cacciatori di tesori

Tra gli obiettivi il «Diana»

18/01/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
(l.b.)

È nata l’associazione Deep explor­ers pre­siedu­ta da Ange­lo Mod­i­na, vide­o­re­porter di Mader­no, autore di reportage sub­ac­quei. Ne fan­no parte sub­ac­quei di pro­fon­dità, arche­olo­gi, stori­ci e ricer­ca­tori. «Abbi­amo in pro­gram­ma di indi­vid­uare due can­non­iere che si sono inabis­sate nell’800», spie­ga Mod­i­na, che dispone anche di un robot sub­ac­queo con tele­cam­era, «l’austriaca Taxis affon­da­ta davan­ti a pun­ta San Vig­ilio, e il Sesia. Quest’ultima è cola­ta a pic­co al largo di Limone». Mod­i­na e com­pag­ni si occu­per­an­no anche del veliero Diana, affonda­to nel 1933 a Bren­zone. A ques­ta bar­ca a due alberi lun­ga 18 metri, che si tro­va a 120 metri di pro­fon­dità, Mod­i­na ha ded­i­ca­to il cor­tome­trag­gio «Il ritorno di Diana». «Si tro­va in otti­mo sta­to», dice Mod­i­na, «ha l’ancora fis­sa­ta sul­la fian­ca­ta con la cate­na, il bom­pres­so, la scialup­pa di sal­vatag­gio le cime in ten­sione, la bar­ra del tim­o­ne e le scotte bloc­cate al piede dell’albero». Deep explor­ers potrebbe con­tribuire a recu­per­are anche l’infinità di bombe e mezzi mil­i­tari che sono fini­ti nel lago; le ultime quelle, all’uranio, scar­i­cate da un aereo amer­i­cano in dif­fi­coltà di ritorno da una mis­sione in Bosnia.