Oggi e domani tre fotografi presentano i loro lavori nel cortile del municipio. Dalle immacolate montagne bellunesi alla tragedia del Vajont

Un viaggio nella valle dei silenzi

18/08/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
a.p.

Tor­na Gar­da Pho­to 2001. Ques­ta sera e domani il cor­tile del munici­pio, sul lun­go­la­go, ridi­ven­ta una sala da proiezione per pre­sentare i lavori di tre fotografi: Francesco Cer­pel­loni e Mario Minute la pri­ma ser­a­ta, Ita­lo Caon la sec­on­da. A orga­niz­zare è il grup­po fotografi­co Lo Scat­to, col patrocinio dell’amministrazione comu­nale, del­la Provin­cia e del­la Regione Vene­to. Cer­pel­loni è bel­lunese, un fotografo escur­sion­ista innamora­to del­la mon­tagna. Pre­sen­ta a Gar­da due lavori. Il pri­mo s’intitola «Il lago del ven­to: lo spec­chio d’acqua è quel­lo di San­ta Croce». «Se non con­tin­u­as­si ad osser­var­lo con la macchi­na fotografi­ca, forse lo farei con un pen­nel­lo e una tavoloz­za» dice l’autore. L’altro dia­po­ra­ma è «La valle dei silen­zi». E il silen­zio è quel­lo sce­so sul­la val­la­ta del Vajont dopo la trage­dia del 1963. La pri­ma parte del­la proiezione illus­tra gli aspet­ti ambi­en­tali del­la zona, dom­i­na­ta da mon­ti e boschi. Poi ecco il dis­as­tro, che spez­zò la vita di tan­ta gente: il com­men­to è quel­lo, cele­ber­ri­mo, di Mar­co Pasoli­ni. Infine il Vajont com’è oggi. Anche Mario Minute viene dal Bel­lunese. Tre i dia­po­ra­ma che por­tano la sua fir­ma. Il pri­mo è «Schiara», ded­i­ca­to alla «mon­tagna più alta e più bel­la del par­co nazionale delle Dolomi­ti bel­lune­si». La si sposa con i testi di Dino Buz­za­ti. Il sec­on­do lavoro s’intitola «Vette fel­trine»: le mon­tagne viste alle prime luci del mat­ti­no. Terza proiezione: «Ham­mer­fest», un viag­gio ver­so il grande Nord, per arrivare alla cit­tad­i­na a ridos­so del Mare Arti­co. Ita­lo Caon è l’ospite del grup­po fotografi­co Lo Scat­to nel­la ser­a­ta di proiezioni di domani. Il fotografo tre­vi­giano è piut­tosto noto nel panora­ma nazionale, tan­to che la Fed­er­azione ital­iana delle asso­ci­azioni fotogra­fiche lo ha insigni­to delle sue mag­giori onori­f­i­cen­ze. Pro­pone a Gar­da «Cre­ativ­ità e tradizione», una serie di bre­vi lavori in dia­po­ra­ma di taglio spic­cata­mente creativo.

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