L'ipotesi lanciata da un gruppo leader nel settore fieristico di portare a Riva del Carda una scuola privata per il turismo

Una facoltà di Scienze turistiche

04/02/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

L’ipote­si lan­ci­a­ta da un grup­po leader nel set­tore fieris­ti­co di portare a Riva del Car­da una scuo­la pri­va­ta per il tur­is­mo sta riscuo­ten­do più critiche che con­sen­si. Non piace a certe forze politiche del­la stes­sa mag­gio­ran­za e non piace a molti comu­ni cit­ta­di­ni. E’ il caso di Enri­co Rossaro, per­son­ag­gio noto a Riva del Gar­da e non solo e sem­pre atten­to alle prob­lem­atiche legate al tur­is­mo. Per Rossaro il tra­guar­do ide­ale per far fare a Riva un vero salto di qual­ità nel­l’of­fer­ta del set­tore è arrivare “all’is­ti­t­u­tizione di una facoltà di Scien­ze Tur­is­tiche, col­le­ga­ta con l’ di Tren­to”. “A parte il fat­to che una scuo­la pri­va­ta per il tur­is­mo in zona c’è già — osser­va Enri­co Rossaro — non occorre spin­gere gli occhi tan­to lon­tano per avere un esem­pio prati­co più che evi­dente che ques­ta soluzione sarebbe vin­cente. In Svizzera, sul ver­sante nord delle Alpi, è sta­ta cre­a­ta in una cit­tad­i­na vic­i­na al lago di Costan­za quel­l’u­ni­ver­sità di scien­ze tu-ris­tiche che si avvale tra l’al­tro di due famosi pro­fes­sori (Hun­zinger e Kraft, per la cronaca) e che anco­ra oggi va per la mag­giore in tut­to il mondo”.Secondo Rossaro a Riva si potrebbe prevedere una lau­rea breve (2 anni) con la pos­si­bil­ità di altri 2 anni per una spe­cial­iz­zazione. L’idea per la ver­ità non è nuo­vis­si­ma. Già alcu­ni anni orsono ques­ta pro­pos­ta, con tan­to di rel­a­ti­vo statu­to e det­tagli sui pro­gram­mi di inseg­na­men­to, venne por­ta­ta all’at­ten­zione del­l’am­min­is­trazione comu­nale dal­lo stes­so Rossaro e da Clau­dio Bon­vec­chio (già diri­gente del­l’En­it, l’ente nazionale per il tur­is­mo ital­iano). “Ma l’idea — ricor­da oggi il pro­po­nente — venne apprez­za­ta soltan­to a parole e in prat­i­ca abban­do­na­ta. Ora sarebbe pro­prio il caso di ripren­der­la pri­ma che un’al­tra local­ità, non meno voca­ta al tur­is­mo del­la nos­tra, la fac­cia pro­pria. E’ tem­po ormai che la “per­la del Car­da” si scuo­ta dal suo tor­pore e dal­l’as­sue­fazione al cor­so del­la sto­ria che inesora­bil­mente la scav­al­ca. E’ ora, quan­do si impostano inizia­tive in luoghi e posizioni impor­tan­ti, che si ragioni a liv­el­lo almeno europeo. Cosi come per il golf, che dev’essere real­iz­za­to a 18 buche e non in for­ma ridot­ta, o per la stra­da del Fonale che va man­tenu­ta sì ma come trac­cia del pas­sag­gio di un’al­tra arte­ria un po’ più impor­tante e nec­es­sario per l’in­tero . Ovvero la super­stra­da in quo­ta che dovrebbe pas­sare sot­to le roc­ce di Pre­gasi­na e che con svin­coli a Limone e Boglias­co dovrebbe giun­gere a Salò-stra­da dei Ter­mi­ni per infi­lar­si poi nel tun­nel che sfo­cia sul­la super­stra­da ver­so Bros­cia e l’autostrada”.

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