La 73ª rassegna agricola e zootecnica: oltre 500 espositori per confermare gli 80 mila visitatori dello scorso anno

Una fiera per ripartire

15/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Una fiera per ripar­tire: ecco lo slo­gan del­la 73ª rasseg­na agri­co­la e zootec­ni­ca nazionale che aprirà i bat­ten­ti ven­erdì 23 feb­braio al . Nonos­tante i prob­le­mi causati da «muc­ca paz­za» a tut­ta la fil­iera del­la carne, nonos­tante il crol­lo dei con­su­mi e i ritar­di, gli orga­niz­za­tori del­la più anti­ca, coin­vol­gente e tradizionale fiera agri­co­la nazionale si pre­sen­tano ben inten­zionati per dare una scos­sa al set­tore. Insom­ma, c’è voglia di riv­inci­ta. In ques­ta azione uni­taria di rilan­cio sono in buona com­pag­nia, affi­an­cati da tutte le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, dai comu­ni e dal­la Provin­cia. E pro­prio in Bro­let­to è sta­ta pre­sen­ta­ta ieri ques­ta fiera davvero spe­ciale, che ha impeg­na­to i rela­tori in oltre un’o­ra di indi­vid­u­azione e svilup­po dei vari argo­men­ti, con la fat­ti­va parte­ci­pazione del padrone di casa, il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li, e del suo asses­sore all’Agricoltura Giampao­lo Man­tel­li. Ma era pre­sente anche l’asses­sore all’A­gri­coltura e vicepres­i­dente del­la Regione Viviana Becca­los­si, che non ha avu­to mezzi ter­mi­ni nel denun­cia­re una situ­azione che «se fos­se dipeso dai lom­bar­di sarebbe già sta­ta risol­ta da tem­po. Ma certe chi­avi d’ac­ces­so per risol­vere i prob­le­mi dei vari com­par­ti (all­e­va­tori, macel­li, trasporta­tori, com­mer­cianti) sono osta­co­late a liv­el­lo di min­is­tero». Tut­ti han­no comunque fat­ti i com­pli­men­ti per quan­to è rius­ci­to a fare anco­ra una vol­ta il Cen­tro fiera, in col­lab­o­razione stret­ta con l’As­so­ci­azione Provin­ciale All­e­va­tori e il suo pres­i­dente Pier­car­lo Pea. «In fiera si ter­ran­no alcu­ni per fare chiarez­za e avan­zare le nos­tre pro­poste per risol­vere il prob­le­ma Bse», ha det­to Pea. «Un prob­le­ma che riguar­da soprat­tut­to il rap­por­to tra con­suma­tore e pro­dut­tore», ha aggiun­to Man­tel­li. Un rap­por­to che con il nuo­vo mar­chio di qual­ità e con «fiere come ques­ta, dove il con­suma­tore entra in con­tat­to con la viva realtà», dovrebbe sen­za dub­bio miglio­rare. «Già si notano miglio­ra­men­ti nel con­sumo di carne nei ris­toran­ti bres­ciani — ha rib­a­di­to Man­tel­li -, dob­bi­amo ras­si­cu­rare inoltre la gente che la carne che vedono sui nos­tri ban­coni è tut­ta buona e pos­sono acquis­tar­la. Devono solo sci­egliere quel­la che a loro piace di più, sen­za altre pregiudiziali». Sod­dis­fat­to anche il sin­da­co di Mon­tichiari Gianan­to­nio Rosa (pre­sente con l’asses­sore Ele­na Zanola, il pres­i­dente del Cen­tro fiera Leonar­do Tanzi­ni e il diret­tore Dani­lo Mor) per l’im­postazione data a ques­ta Fiera agri­co­la «che servirà anche per uscire dal­la crisi», e ha annun­ci­a­to un nuo­vo inves­ti­men­to di cir­ca 700 mil­ioni per la real­iz­zazione di altri parcheg­gi (oltre ai 600 esisten­ti) e, entro due anni, anche di un nuo­vo padiglione (oltre agli undi­ci già uti­liz­za­ti). Alla Fiera agri­co­la parte­ci­pano più di 500 espos­i­tori che coprono l’in­tera gam­ma mer­ce­o­log­i­ca del set­tore. Sono in pro­gram­ma mostre per­ma­nen­ti di bovi­ni da lat­te e da carne, equi­ni, sui­ni e conigli. Ma il pun­to di forza sarà il set­tore delle mac­chine agri­cole, assen­ti alla Fiera di Verona, che scat­terà una set­ti­mana dopo quel­la di Mon­tichiari. Ampi spazi saran­no ris­er­vati anche ai , con una sezione real­iz­za­ta in col­lab­o­razione con la Provin­cia di Bres­cia, aper­ta alle degus­tazioni. La Fiera agri­co­la e zootec­ni­ca di Mon­tichiari ha super­a­to lo scor­so anno le 80 mila pre­sen­ze e con­tribuisce «con altre sei man­i­fes­tazioni nazion­ali e una serie di altri appun­ta­men­ti a fare del Cen­tro fiera del Gar­da il sec­on­do polo fieris­ti­co del­la Lom­bar­dia». La rasseg­na sarà inau­gu­ra­ta ven­erdì 23 feb­braio, durante il tradizionale mer­ca­to set­ti­manale del bes­ti­ame e dei prodot­ti per l’a­gri­coltura e chi­ud­erà il 4 mar­zo, dopo sette giorni di man­i­fes­tazioni (giorni di riposo 26, 27, 28 febbraio).