ISOLA DELLA SCALA. Si è laureato campione divorando più di tre chili di vialone all’isolana in 45 minuti

«Vado al Massimo col risotto»

15/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Mariella Falduto

Ha divo­ra­to tre chili e dieci gram­mi di risot­to all’isolana in 45 minu­ti. Così Mas­si­mo Ret­ton­di­ni ha vin­to la gara a chi man­gia più risot­to orga­niz­za­ta dal­la ris­e­ria Melot­ti, con­fer­man­dosi il più grosso esti­ma­tore di riso che Iso­la del­la Scala conosca, dal momen­to che vince, sen­za rivali, la sfi­da da quat­tro anni con­sec­u­tivi. Tan­to per dire la dif­feren­za tra lui e gli altri: il sec­on­do arriva­to si è fer­ma­to dopo aver man­gia­to «solo» due chilo­gram­mi e un etto di risot­to. Mas­si­mo è anda­to avan­ti lo stes­so, non per fame ma per la glo­ria e il record. «Sono un man­gione e amo il riso e il risot­to esager­ata­mente», dice. Ret­ton­di­ni spie­ga che quel­lo all’isolana è il suo piat­to prefer­i­to, per questo parte­ci­pa con entu­si­as­mo, oltre che con appeti­to, alla gara dove nel 1998 ave­va vin­to man­gian­done due chili e 860 gram­mi; nel 1999 con due chili e 890: e nel 2000 con due chili e 520 (si era fer­ma­to per­ché ave­va vis­to che non avrebbe avu­to avver­sari peri­colosi negli altri con­cor­ren­ti). Quest’an­no ha super­a­to se stes­so con un quan­ti­ta­ti­vo di risot­to che cor­risponde a 14 porzioni, che ha manda­to giù aiu­tan­dosi con un bic­chiere e mez­zo di . Il pre­mio, come gli altri anni, era com­pos­to da una tar­ga ricor­do e 30 chili di riso, con i quali si pos­sono preparare ses­san­ta chili di risot­to. Ret­ton­di­ni, 42 anni, leg­nagh­ese, 130 chili por­tati con giovi­al­ità, si dice felice­mente sposato con Mari­na ed è padre di Beat­rice, 4 anni. Ha sem­pre lavo­ra­to nei ris­toran­ti come diret­tore di sala, per cui, dice, «ho sem­pre man­gia­to tan­to e bene, sono un uomo tran­quil­lo che ama il man­gia­re e la com­pag­nia». Adesso lavo­ra di giorno come operaio in uno scat­o­lifi­cio e di sera nel­la pizze­ria di famiglia. Con­tin­ua ad essere una buona forchet­ta, anche se da un anno a ques­ta parte sta un po’ più atten­to e segue una dieta su con­siglio del medico. La sua parte­ci­pazione alla sfi­da del risot­to è sta­ta una trasgres­sione, ma lui si era ripromes­so di arrivare a man­gia­rne tre chili. Per preparar­si alla ser­a­ta era rimas­to digiuno… da mez­zo­giorno, per­ché «non va bene arrivare alla gara trop­po affamati». Alla fine del­la pro­va, quan­do si sen­ti­va «sazio come un bufa­lo» ha fat­to una lun­ga cam­mi­na­ta su e giù per le vie di Leg­na­go fino alle tre del mat­ti­no per smaltire riso e tas­tasal. Il seg­re­to delle sue vit­to­rie? «Bisogna amare il riso per man­gia­rne così tan­to», ripete. «Io lo gus­to non solo con la boc­ca, ma anche con il cuore». Nel­la sua famiglia, il menù quo­tid­i­ano è a base di cere­ali, tut­ti apprez­zano il riso, lo preferiscono alla pas­ta e lo con­sumano abit­ual­mente cuci­na­to in tut­ti i modi, e in porzioni nor­mali. Anche lui man­gia nor­mal­mente: solo per il riso diven­ta un appas­sion­a­to «sfe­gata­to». Ne man­gia due o tre piat­toni, tan­to che il suo pran­zo può essere cos­ti­tu­ito, per esem­pio, da tre etti di riso bol­li­to e pomodor­i­ni. Ret­ton­di­ni dice di non sapere se parteciperà all’edi­zione 2002 del­la gara. «A mia moglie, che mi dice sem­pre di stare atten­to, ho det­to di no», con­fes­sa, ma poi aggiunge: «Vedremo». Per ora, dopo la pro­va di questo con­cor­so, lo aspet­ta un peri­o­do di dieta. Altri­men­ti a novem­bre il dot­tore potrebbe arrabbiarsi.

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