La Regione ha reso operativi gli indirizzi strategici per il prossimo triennio. Tra gli investimenti anche una clinica per l’attività privata

Via libera all’ospedale di Roè

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

È sta­to defin­i­ti­va­mente approva­to dal­la il Piano strate­gi­co tri­en­nale del­l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano. Gli ind­i­rizzi per i prossi­mi tre anni, dunque, sono ormai oper­a­tivi. Nel­la sua delib­era, la giun­ta regionale ha approva­to l’is­ti­tuzione del­l’u­nità oper­a­ti­va di gas­troen­terolo­gia all’Ospedale di Maner­bio, dove fra l’al­tro è atti­vo un otti­mo servizio di endo­scopia che segue ogni anno cir­ca 5700 esa­mi endo­scop­i­ci. Ver­rà isti­tu­ito, di con­seguen­za, un pri­mari­a­to nuo­vo. Viene dismes­so, invece, il repar­to di med­i­c­i­na gen­erale all’ospedale di Leno: l’at­tiv­ità di ricovero ordi­nario viene quin­di con­cen­tra­ta nel solo pre­sidio di Maner­bio. Ma la novità di mag­gior spic­co riguar­da il «sì» a due impor­tan­ti prog­et­ti che dis­eg­nano il futuro sce­nario del­la san­ità sul Gar­da: la costruzione del nuo­vo ospedale a Roè Vol­ciano, con un’ipote­si di accor­pa­men­to con quel­lo di Fasano (che è dipen­den­za del «Civile» di Bres­cia) e il prog­et­to per la real­iz­zazione di una clin­i­ca per l’at­tiv­ità libero-pro­fes­sion­ale nel­l’area a ridos­so del­l’os­pedeale Monte Croce di Desen­zano. A Roè la super­fi­cie totale pre­vista per la nuo­va strut­tura è di cir­ca 13 mila metri qua­drati, con un cos­to sti­ma­to di oltre 40 mil­iar­di di lire (parte reper­i­ti con aut­o­fi­nanzi­a­men­ti, parte con il project financ­ing). È, in sostan­za, la scommes­sa del­la san­ità del Duemi­la sul­la riv­iera del Gar­da. Nel nuo­vo ospedale si prevede di man­tenere il servizio psichi­atri­co diag­nosi e cura esistente e gli altri servizi attual­mente esisten­ti nel­l’ospedale di Salò. L’al­tro prog­et­to, invece, riguar­da la real­iz­zazione di una clin­i­ca dota­ta di un autonomo bloc­co oper­a­to­rio, che per­me­t­terebbe di sup­plire alla tem­po­ranea indisponi­bil­ità di quel­lo esistente in vista di una sua com­ple­ta ristrut­turazione. Si trat­ta di una strut­tura «espres­sa­mente final­iz­za­ta alle prestazioni in regime di lib­era pro­fes­sione sia di ricovero che ambu­la­to­ri­ali». Sorg­erà su un’area nei parag­gi del Monte Croce. Pro­prio per reperire nuove risorse finanziarie, l’Azien­da ospedaliera in questi giorni mette all’as­ta l’alien­azione di alcu­ni suoi immo­bili: un allog­gio in cen­tro stori­co di Desen­zano, una limon­a­ia in un paese del­l’Al­to Gar­da. La sti­ma è di cir­ca 800 mil­ioni di lire. Tra le opere e le apparec­chia­ture che stan­no per essere con­seg­nate ci sono il nuo­vo repar­to di endo­scopia diges­ti­va che tro­verà pos­to nel­lo stes­so piano di med­i­c­i­na a Desen­zano, guida­to da Wal­ter Piubel­lo, e la nuo­va macchi­na di riso­nan­za mag­net­i­ca, molto atte­sa dal per­son­ale san­i­tario e dagli uten­ti costret­ti a riv­ol­ger­si altrove. Di recente l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano è sta­ta cita­ta in un’inchi­es­ta effet­tua­ta dal «Sole 24 Ore» sui tem­pi d’at­te­sa. Ebbene, la strut­tura si è piaz­za­ta al ter­zo pos­to in Lom­bar­dia ed al set­ti­mo in Italia. I ricer­ca­tori, che era­no poi redat­tori del quo­tid­i­ano eco­nom­i­co pre­sen­tatisi come nor­mali cit­ta­di­ni, han­no pre­so in esame cinque tra gli esa­mi diag­nos­ti­ci più richi­esti dagli uten­ti. Lo scor­so anno anche a segui­to di uno stu­dio ese­gui­to dal­l’ di Verona l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano era risul­ta­ta di buon liv­el­lo: a fornire un quadro ras­si­cu­rante era­no sta­ti degen­ti e cit­ta­di­ni inter­vis­ta­ti in un’indagine a cam­pi­one. La Regione ha infine approva­to il cen­tro di cure pal­lia­tive e del­la riabil­i­tazione all’Ospedale di Salò. Non è sta­ta con­fer­ma­ta l’u­nità oper­a­ti­va di oncolo­gia. Le con­clu­sioni su questo piano sono del diret­tore gen­erale, Ange­lo Fos­chi­ni: «La nos­tra polit­i­ca ha un pre­sup­pos­to asso­lu­ta­mente impre­scindibile: l’im­peg­no a garan­tire il servizio migliore, il più qual­i­fi­ca­to e tem­pes­ti­vo, ai cit­ta­di­ni, imp­ie­gan­do al tem­po stes­so nel modo più effi­ciente, sen­za spre­co alcuno, il denaro pub­bli­co. Il tut­to nel­la mas­si­ma trasparenza».