L’asta immobiliare a Verona ha aggiudicato il grande palazzo, venerdì si potrà sapere il nome del compratore. Il parco resta al ramo Inga della famiglia. Giuseppe: «Ho un bel gruzzoletto»

Villa Sigurtà venduta: 3,7 milioni

Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Uno dei mon­u­men­ti sim­bo­lo di Valeg­gio, vil­la Maf­fei-Sig­urtà, è anda­to all’asta ed è sta­to aggiu­di­ca­to per una cifra supe­ri­ore ai tre mil­ioni e 700 mila euro. Chi abbia acquis­ta­to la splen­di­da dimo­ra stte­cen­tesca non si sa. A for­mu­la­re l’of­fer­ta riso­lu­ti­va è sta­to l’avvocato Ste­fano Bor­tolan. Quin­di al momen­to non si conosce il nome di chi l’ha acquisi­ta, anche se si atten­dono svilup­pi a breve, quan­do il nuo­vo pro­pri­etario dovrebbe uscire allo scop­er­to. La base d’asta era di 2.780.319,89 euro e offerte in aumen­to di 2.592,28 euro, come già si legge­va in un avvi­so dal tito­lo anon­i­mo appar­so tra gli annun­ci eco­nomi­ci dell’ Are­na del 28 mar­zo scor­so, dove tra le righe si dice­va che il Tri­bunale di Verona avrebbe mes­so all’in­can­to il 18 mag­gio 2004 alle 12.30, in uno stu­dio notar­ile cit­tadi­no, la pro­pri­età di Vil­la Maf­fei-Sig­urtà. Fin da quan­do era trapela­ta la notizia dell’asta che ave­va sus­ci­ta­to notev­ole clam­ore tra la popo­lazione, s’è svilup­pa­ta in paese una forte atte­sa per capire se quest’atto sta­va seg­nan­do la perdi­ta defin­i­ti­va o il riac­quis­to di un bene così impor­tante. Molti infat­ti aus­pi­cano che sia sta­to Enzo Fran­co Inga Sig­urtà, già pro­pri­etario di una metà, a com­prare l’altro 50 per cen­to, ricos­tituen­do l’unitarie-tà del bene e, soprat­tut­to, riu­nif­i­can­do­lo al Par­co Sig­urtà, già in suo com­ple­to pos­ses­so. Il figlio, Giuseppe Inga Sig­urtà, si dimostra sod­dis­fat­to: «In questo momen­to pos­so solo dire che sono con­tento per due motivi. Innanz­i­tut­to per­ché mi tro­vo in tas­ca un bel gruz­zo­let­to e poi per­ché il Par­co Sig­urtà che, voglio rib­adire, è sem­pre sta­to una cosa dis­tin­ta rispet­to alla vil­la, ci sta dan­do delle grosse sod­dis­fazioni e domeni­ca abbi­amo super­a­to le 5.600 pre­sen­ze pagan­ti». Chi ha acquis­ta­to Vil­la Maf­fei-Sig­urtà? Giuseppe Inga Sig­urtà risponde: «Lo saprete ven­erdì e cre­do pro­prio che sarà una sor­pre­sa anche per me. Sec­on­do me la cifra è una fol­lia per­ché, con­sideran­do la nec­es­saria ristrut­turazione, l’operazione costerà agli acquiren­ti 13 mil­iar­di. Con­sid­er­ate che la casa è vuo­ta, sen­za mobili. Farne un alber­go? No, l’edificio è vin­co­la­to dal­la sovrin­ten­den­za». Con l’assegnazione di oggi si è comunque chiusa la fase che ave­va vis­to la com­pro­pri­età del­la vil­la tra Enzo Fran­co Inga Sig­urtà e il ramo spag­no­lo del­la famiglia. Come ave­va spie­ga­to Anto­nio Ruiz Berde­jo: «L’asta per­me­tte di sciogliere la comu­nione del bene e risolve una situ­azione di pro­pri­età indi­visa che non facili­ta la ges­tione del bene». Ieri, rag­giun­to al tele­fono, Berde­jo è sta­to lacon­i­co e non ha volu­to com­mentare. L’immobile risul­ta vin­co­la­to dal­la legge 1089/39, il che sig­nifi­ca che è atti­vo un dirit­to di prelazione da parte del Comune o del min­is­tero dei Beni cul­tur­ali. Per quan­to riguar­da un even­tuale acquis­to da parte del Comune, il pri­mo cit­tadi­no, Faus­to Sachet­to, che però non sarà più in car­i­ca dal prossi­mo giug­no, ha già espres­so un parere neg­a­ti­vo, sia per gli alti costi da sop­portare, sia per il suo dif­fi­cile uti­liz­zo. Così ques­ta vil­la, real­iz­za­ta su dis­eg­no del­l’ar­chitet­to Vin­cen­zo Pellesina, allie­vo del Pal­la­dio, sul finire del Sei­cen­to e che ha ospi­ta­to per­son­ag­gi stori­ci come Napoleone III, imper­a­tore dei france­si, e scien­ziati come Albert Sabin, inven­tore del vac­ci­no antipo­lio, rimar­rà prob­a­bil­mente in mani pri­vate. In quali lo sapre­mo tra qualche giorno.