Proposta di una Baia libera da motoscafi
Una Baia delle Sirene libera da motoscafi. A chiederlo è l’associazione ecologista Amici della terra. Il club veronese ha infatti avviato una raccolta di firme, tra i bagnanti che frequentano la suggestiva zona di Punta San Vigilio, a sostegno di una petizione rivolta a impedire il transito e il posteggio di motoscafi nell’incantevole baia.
Viene inoltre suggerita, nella petizione che sarà inviata al Comune di Garda e al Magistrato alle acque di Verona, che vengano collocati opportuni sbarramenti e segnali di divieto galleggianti. A indurre gli Amici della terra a intervenire il fatto che si sono riscontrati, e viene sottolineato in un comunicato stampa, numerosi episodi di perdita di carburante vicino alla riva e, da parte dei natanti, sono stati sfiorati incidenti tra bagnanti in immersione.
Posizione del Comune e regolamentazione della navigazione sul Garda
«Non siamo a conoscenza della petizione», fa presente il sindaco di Garda Giorgio Comencini, «ma il Comune non ha competenza in materia». La disciplina della navigazione sul lago di Garda stabilisce, a tale proposito, che «le unità a motore non possono navigare nella fascia costiera sino ad una distanza di 500 metri dalla riva, ad eccezione del tratto costiero della riva occidentale del lago compreso tra la foce del torrente Barbarano e la Rocca di Manerba, ove detta distanza è limitata a 200 metri; limite quest’ultimo che si applica inoltre alla navigazione intorno all’Isola del Garda.»
L’attraversamento di tale fascia è consentito, stando sempre a quanto stabilisce la disciplina della navigazione sul Garda, soltanto nelle zone «non riservate alla balneazione», per l’approdo e la partenza dei natanti. Manovra comunque che deve essere effettuata «perpendicolarmente alla costa, ad una velocità non superiore ai cinque nodi e usando ogni particolare accorgimento atto ad evitare incidenti».
Normative e responsabilità
Il problema di fondo è quello, dunque, di far rispettare la normativa frutto del coordinamento delle leggi interregionali della Lombardia, Veneto e Provincia autonoma di Trento, al fine appunto di garantire la sicurezza «della navigazione e della balneazione, la difesa ecologica delle coste, delle acque e delle zone di riproduzione ittica, la salvaguardia ed il miglioramento dello sviluppo turistico».
Spetta comunque ai Comuni territorialmente competenti far rispettare la disciplina, avvalendosi, oltre che degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, di personale autorizzato da ciascuna delle tre amministrazioni, cioé regione Lombardia, Veneto e Provincia di Trento.


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