EMERGENZA & MALTEMPO Il governo ha riconosciuto lo stato di calamità e invitato tutti i Comuni a fare un bilancio dei guasti causati dall’esondazione. Le domande vanno inoltrate alla Regione entro lunedì 18 dicembre.
Controllo dei danni al lago di Garda
Il lago di Garda fa i conti dei danni. I privati dovranno compilare una scheda per ottenere il risarcimento.
Il ballo dei numeri. Non esiste uniformità di date e di tempo fra i vari Comuni del territorio gardesano impegnati a formulare il conto dei danni subiti per l’innalzamento dei livelli del Garda. In pratica al momento si «naviga» a vista.
C’è chi, come Malcesine, Bardolino, Garda e Torri, ha già provveduto ad informare la popolazione, tramite circolare o avvisi murali, della possibilità per i singoli soggetti interessati di segnalare ai rispettivi uffici tecnici i danni subiti e «gli importi stimati per le riparazioni o ripristini».
Domanda da compilare secondo una apposita scheda fornita alle Amministrazioni dalla Divisione Difesa del Suolo e Protezione Civile della regione, che sta predisponendo un piano di interventi di ripristino di opere.
In pratica, dopo il decreto presidenziale del Consiglio dei Ministri del 27 ottobre scorso, che ha dichiarato «lo stato di calamità sui territori delle Regioni colpite dal maltempo fino al 31 dicembre 2001», gli uffici veneziani della Protezione Civile stanno redigendo la mappatura degli interventi e delle spese da sostenere per rimediare all’esondazione del Garda.
Ebbene, mentre a Malcesine i soggetti interessati hanno tempo fino al 10 dicembre per presentare la domanda, a Bardolino e Garda l’ultimo giorno diventa l’11. Entrambe le località, tra l’altro, hanno già diffuso avvisi.
È prevista anche una scadenza per Torri, fissata al 22 dicembre, entro le ore 13. C’è poi chi, come Lazise, non ha ancora emesso avviso pubblico.
Commenti e dichiarazioni degli amministratori
«In effetti», spiega candidamente il sindaco Luca Sebastiano, «non è ancora stata fatta una comunicazione ufficiale perché, a parte tre o quattro cantine allagate, non abbiamo riscontrato sul territorio particolari danni a carico di singoli privati. Le persone interessate sono poi già a conoscenza della possibilità di presentare domanda in Comune.
Sarà poi nostro compito certificare la veridicità delle spese sostenute e inoltrarle alla Regione. D’altro canto, il discorso alle infrastrutture pubbliche deve essere ancora definito, in quanto dobbiamo attendere che il livello del lago si abbassi ulteriormente per stilare un resoconto dei danni provocati al lungolago».
L’unica cosa certa al momento è una certa confusione di tempi e date, che parrebbe coinvolgere tutti, nonostante l’incontro del 30 novembre scorso, nella sala Rossa della Provincia di Verona, tra l’assessore regionale Massimo Giorgetti e gli amministratori della zona benacense.
Secondo quanto scoperto ieri mattina, dopo un intricato giro di telefonate negli uffici veneziani, il termine ultimo resta il 18 dicembre. Entro quella data, ci è stato assicurato, i Comuni devono far pervenire in Regione tutta la documentazione necessaria.
Attenzione però: ogni spesa sostenuta deve essere accompagnata da una regolare pezza giustificativa, al fine di poter accedere all’eventuale rimborso secondo le disponibilità finanziarie regionali. Queste prevedono comunque una franchigia di circa due milioni.
Possono quindi esserci possibilità, ma non certe, che i soggetti interessati recuperino parte dei costi sostenuti per l’acqua alta.
Posizioni degli enti locali
«La prima cosa da fare è un censimento capillare dei danni subiti dai privati», spiega al cellulare da Roma l’assessore regionale Massimo Giorgetti. «Si tratta di un’azione propedeutica a una futura e successiva distribuzione di contributi statali o regionali.
Nei giorni scorsi a Belluno, ho incontrato il direttore dell’Agenzia della Protezione Civile, Barberi, al quale ho esposto i problemi creatisi nel nostro territorio dopo l’ondata di maltempo».


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