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Basilica di San Giovanni Battista a Lonato: storia, architettura e opere del capolavoro di Soratini

La basilica di San Giovanni Battista è la chiesa parrocchiale di Lonato del Garda, in provincia di Brescia, e la sua cupola, alta circa 60 metri, domina il profilo dell’abitato per chi arriva dalla pianura. L’edificio attuale, il terzo costruito sullo stesso luogo, nacque dal progetto dell’architetto lonatese Paolo Soratini; la prima pietra fu posata il 10 ottobre 1738 e la consacrazione arrivò nell’ottobre del 1780, dopo oltre quarant’anni di lavori e interruzioni.

Dalle due chiese precedenti al progetto di Soratini

La seconda parrocchiale, costruita nel 1540, aveva pianta rettangolare e otto altari. Verso la metà del Seicento la cappella voluta dalla confraternita del Sacramento ne indebolì la struttura, e il paese, cresciuto di popolazione, ebbe bisogno di una chiesa più grande. Nel 1732 i lonatesi chiamarono Soratini, che da anni lavorava lontano da casa, per un parere sulla ricostruzione. Il 19 aprile 1738 il Consiglio comunale approvò il suo progetto a croce latina.

Il cantiere non fu semplice. I lavori andarono avanti fino al 1742, ma il 18 settembre 1743 il provveditore veneto ordinò di sospenderli e la ripresa fu possibile solo dopo il parere favorevole del Senato, nel marzo 1750. Soratini non poté seguire il cantiere con assiduità, anche per le discussioni sul suo compenso, e morì a Ravenna nel 1762 senza vedere la cupola: il Consiglio ne deliberò la costruzione il 16 settembre 1772 e fu terminata nel 1776.

L’architetto: da Lonato a Ravenna

Soratini nacque a Lonato fra il 1680 e il 1682, a seconda delle ricostruzioni, in una famiglia poverissima e rimase orfano di padre a undici anni. Nel 1703 lasciò il paese e arrivò a Ravenna, dove lo zio, monaco camaldolese, lo accolse; prese l’abito con il nome di Giuseppe Antonio e il suo talento di disegnatore lo portò a lavorare in oltre quaranta località, dalle Marche alla Lombardia. A Ravenna disegnò la sala della Biblioteca Classense; nel Bresciano sono sue la parrocchiale di Isorella, la facciata di quella di Calcinatello e il campanile di Carpenedolo. La sua vita e le sue opere sono ricostruite nel profilo di Paolo Soratini, mentre il suo manoscritto «Biografie lonatesi» è custodito alla Fondazione Ugo Da Como.

La facciata, la cupola e il campanile

La facciata è in marmo di Botticino, scandita da colonne e statue di santi. La cupola a otto vele, sostenuta da un tamburo di circa venti metri di diametro, è coperta di rame e termina con una statua dorata del Battista; il campanile, addossato al fianco sud, fu completato già nel 1742.

Le opere all’interno

Tredici altari, fra laterali e del transetto, custodiscono opere soprattutto di scuola veneta. Sull’altare maggiore c’è «San Giovanni presenta Cristo alla folla» di Giambettino Cignaroli, dipinto fra il 1749 e il 1751. Nella sacrestia si trova il trittico della Resurrezione che Bernardino Licinio dipinse nel 1528, uno dei pezzi più antichi della chiesa. Il primo altare a destra conserva una tela di Pietro Liberi offerta come ex voto per la peste del 1630, mentre la pala di San Sebastiano, firmata, è di Paolo Farinati. L’interno della cupola fu affrescato da Giosuè Scotti. In sacrestia è conservato anche un ritratto di Soratini. Fuori dalla chiesa, nel Palazzo comunale, si trova invece la grande tela della peste di Andrea Celesti, commissionata dal Comune fra il 1690 e il 1693: dà il nome alla Sala Celesti ed è un ex voto per la fine dell’epidemia del 1630.

Basilica minore, giubileo e restauro

Nel 1980, a duecento anni dalla consacrazione, Giovanni Paolo II concesse alla chiesa il titolo di basilica minore; per l’anniversario monsignor Alberto Piazzi, già arciprete di Lonato, pubblicò il libro «Lonato: la Basilica di S. Giovanni Battista». Tra il 2000 e il 2004 un restauro conservativo da circa 700 mila euro, diretto dall’architetto Giulio Sigurtà, ha interessato dipinti, decorazioni e altari laterali. La basilica fa parte della diocesi di Verona, pur trovandosi in provincia di Brescia, ed è stata chiesa giubilare nell’Anno Santo 2025.

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