sabato, Giugno 22, 2024
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Il finanziere incontra gli studenti e dispensa consigli: «Bisogna guardare oltre il proprio orizzonte» «Ci sono grandi opportunità. Fortuna? Bisogna sentirla dentro»

Gnutti, la ricetta è sognare

«Bisogna guardare al di là del proprio orizzonte. L’importante è sognare, perchè le opportunità non mancano». Emilio Gnutti, presidente di Hopa, è salito in cattedra e ha parlato agli studenti di Salò, nella Sala dei Provveditori del Palazzo comunale, assieme a due professori universitari: Giancarlo Trentini, ordinario di Psicologia generale a Ca’ Foscari di Venezia («Futuro, tra codice paterno e materno»), e Massimo Bellotto, docente a Verona, che ha illustrato le scelte lavorative e i valori professionali. Con la regia di Flavio Casali, ex giornalista di Bresciaoggi, responsabile municipale di assistenza, sanità, cultura e pubblica istruzione. «Quante potenzialità vedo nei giovani! Capiscono con immediatezza, e hanno capacità ricettive notevoli – ha detto Gnutti -. Meno portati, tuttavia, ad affrontare gli ostacoli. Che non bisogna mai considerare definitivi. Per superarli, occorre avere il coraggio di guardare con occhi diversi. E continuare a sognare. I nostri genitori ci hanno abituato a essere protetti, e questo rapporto è un limite che va superato. «Il processo di maturazione deve prendere il sopravvento sul codice materno. Io ho frequentato l’Itis solo perchè si erano iscritti due miei compagni delle medie. Mi sono diplomato perito elettrotecnico, ma la tecnica non mi interessava, tanto che all’università ho preso la laurea in materie umanistiche. Sapevo, però, che il mio futuro era un altro. Il mondo è in continua evoluzione, e offre opportunità straordinarie. «Quando i miei uffici selezionano un giovane, io di solito effettuo il colloquio finale. Se ha la faccia un po’ attapirata e mi dice di non essere fortunato, preferisco non assumerlo. Uno la fortuna deve sentirsela dentro». «Voi ragazzi – ha proseguito il finanziere – avete enormi potenzialità, e l’occasione di scegliere. Il presidente di una banca americana mi ha spiegato che conviene pensare in grande, guai a limitarsi. Nella vita tutto è relativamente semplice. Tantissime cose si assomigliano, e non occorre impararle. Ma è indispensabile porsi dei traguardi. Cosa può inventarsi uno studente? C’è bisogno di professionalità. Non occorrono architetti, avvocati o medici generici. Mancano gli specializzati, che vanno in giro per il mondo, e hanno voglia di imparare a far bene il loro mestiere. L’olio buono, alla fine, viene a galla. «Noi siamo troppo legati alla tradizione, al posto fisso e alle cose destinate a durare. C’è una inerzia al cambiamento. Negli Stati Uniti non ci pensano molto a chiudere una fabbrica e a cambiare attività o a trasferirsi altrove. Dobbiamo sforzarci di avere una dinamica evolutiva. Occorre elasticità. Io ho due figli. Hanno seguito strade diverse dalla mia. Domenica, in un grande supermercato, abbiamo visto diversi Babbo Natale. E Thomas (il figlio, che lavora nel campo della pubblicità, ndr) ha deciso di aprire un negozio di addobbi natalizi. A volte le idee nascono per caso». E dopo lo Gnutti intimista, ecco spuntare il capitano della finanza. «La scalata alla Telecom? Un’operazione da 100 mila miliardi di vecchie lire, la più grande mai tentata, che mi è costata un infarto. Ora ho abbassato il tiro. Anzichè a una montagna alta 8 mila metri, adesso punto a un 6 mila, finchè scollinerò su quote più basse. Ma la conclusione di un business dà sempre soddisfazione, indipendentemente dalle dimensioni e dall’importanza». E la Cina? «Ha un Pil che cresce del 7-8 per cento all’anno, contro il 2% dell’Europa. Contrariamente a quanto sostiene qualcuno (Bossi, ndr), le barriere doganali vanno abbattute. Non è che, mettendole, si tutelano le imprese italiane, arginando la concorrenza. Bisogna andare là, e aiutare i cinesi a consumare. Purtroppo le nostre aziende sono obsolete. A Brescia esistono 30 mila imprese, e tutte microscopiche». Gnutti chiude con un rammarico: i troppi prodotti francesi sugli scaffali dei supermercati. Che abbia in mente un’escursione in tale campo?

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