giovedì, Giugno 13, 2024
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Siglato il gemellaggio con la città abruzzese nel segno di D’Annunzio Presentato il monumento: si cerca una città che lo ospiti

Il Vate unisce il lago e Pescara

E dopo Arcachon (la località francese sull’Atlantico), Gardone Riviera si è gemellata con Pescara, nel nome di Gabriele D’Annunzio. Il primo atto, lo scorso 12 marzo, nella città abruzzese, dove il Vate è nato. Ieri mattina il sigillo, nel salone consiliare del Palazzo comunale. «Dopo i giorni di Fiume, nel gennaio del ’21 – ha detto il sindaco Alessandro Bazzani -, il Comandante desiderava risiedere in un luogo defilato nel Nord. La bellezza di questa sponda del lago, rigogliosa di giardini e dal carattere spiccatamente mediterraneo, lo persuase a mettere le radici a Gardone. Il poeta, difensore delle bellezze del paesaggio, ha sempre prediletto i luoghi lambiti dall’acqua, a cui facessero corona pini, cipressi e monti. «Non avrebbe deciso di stabilirsi definitivamente qui, se non avesse trovato una somiglianza con le terre d’Abruzzo. E, nel costruire la sua grandiosa dimora, il Vittoriale, ha avuto cura dei giardini e dei parchi del colle di Cargnacco. E sempre non a caso, convocando il giovane architetto Gian Carlo Maroni, che sarebbe diventato il suo braccio destro, gli disse: “Speriamo di andare d’accordo, benchè tu sia di Riva e io di Pescara”. «Quest’opera monumentale, composta di pietre vive e non con le parole, è diventata la ragione di vita di D’Annunzio ed ha assorbito tutte le sue energie: un modo per comunicare e tramandare un messaggio testamentario. Se Gardone è orgogliosa di averlo accolto, anche Pescara deve essere orgogliosa di avere esportato un cittadino che si è fatto carico di rappresentare l’Italia intera. E le due città si sono unite in un gemellaggio che supera le ragioni del localismo, per affermare le nobili ragioni della cultura, che appartiene al mondo». E’ poi intervenuto il vicesindaco di Pescara, Gianfranco D’Ascanio, che ha ringraziato dell’accoglienza e parlato di uno scambio culturale tra le due scuole alberghiere. Dopo i doni (medaglie, manifesti, raccolte di scritti inediti e monete, i «Gardesi» coniati dalla Comunità), lo scultore Giulio Tamburrini, che vive e lavora a Roma, ha presentato lo studio plastico, in stucco, di un grandioso monumento a Gabriele D’Annunzio. «In Italia – ha detto Tamburrini, le cui opere si trovano nei musei di Boston, New York, Detroit, Toronto, Windsor Ontario, San Paolo, Buenos Aires e Monaco di Baviera – non ne esiste nemmeno uno. Il mio rappresenta il picco di una montagna, dalla quale si innalza, come un invito alle altezze, l’ala di Icaro, che è pure quella dei leggendari Caproni, gli aerei che consentirono al poeta-soldato di compiere le imprese più eclatanti. Sull’ala mozza si stagna lo sferoide della testa di D’Annunzio. Il monumento, alto dieci metri, verrebbe realizzato in marmo bianco, dalle valenze metafisiche». Chissà se qualche città sarà interessata a spendere i quattrini per «acquistare» il progetto. Al termine della cerimonia, la presidentessa del Vittoriale, Annamaria Andreoli, ha illustrato le attività, spiegand o che il 2003 sarà il centenario del volo. «Su questo tema verranno allestite tre mostre: nel castello di Miramare, a Trieste, la città del primo volo di D’Annunzio, che teneva un fitto carteggio con ingegneri e maestranze, su bielle, spinterogeni e combustibili; a Palazzo Reale di Milano, per i rapporti stretti con Tommaso Marinetti e i futuristi; al Lingotto di Torino, dove fu attrezzato un campo per il decollo e gli atterraggi. In occasione del centenario della pubblicazione di “Alcyone”, considerato il testo poetico più importante del ’900, si terrà un’esposizione ad Arezzo: D’Annunzio ha scritto i cinquemila versi in un castello del Casentino. Nella stessa estate ha composto la “Figlia di Iorio”, che stiamo stampando con l’Edizione Nazionale, in un volume corposo, di grande sforzo economico. Per ricordare i cento anni di tale capolavoro, terremo un convegno a Chieti o a Pescara». Nel pomeriggio, a Gardone Riviera, sono rientrate le vetture del Raid: hanno percorso 1.800 chilometri, sino a Fiume e Pescara (l’anno scorso, nella prima edizione, volarono fino a Vienna). In serata si è svolta la cena di gala, alla presenza delle autorità e con la premiazione dei piloti. Oggi conclusione della «dieci giorni» dedicata a D’Annunzio. Sul lungolago e nelle principali piazzette, ci sono allestimenti botanici con piante di notevole pregio, fra cui un olivo millenario. Nelle vetrine dei negozi, le cartoline tratte dall’archivio storico dello scomparso Tiziano Bottura. Al Savoy si chiude la mostra di alcuni preziosi manoscritti del Vittoriale, e di rare penne stilografiche della collezione Lazzaroni di Brescia.

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