venerdì, Luglio 19, 2024
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Rinasce l’ex macello: su due piani, alpini protezione civile e 118

Lavori delle penne nere per 9mila ore

L’ex macello di Toscolano Maderno, ampliato e rimodernato, verrà inaugurato sabato 17 giugno. Sarà utilizzato dagli alpini, dalla Protezione civile e dai servizi del 118 (ambulanza del pronto soccorso). «L’edificio – ricorda il sindaco Paolo Elena- è stato utilizzato come macello dal ’36 fino agli anni Sessanta, poi è diventato magazzino comunale. Era un capannone, lo abbiamo alzato di un metro e mezzo circa, suddividendolo così in due piani. La superficie di calpestio è di 640 metri quadri. Il Comune ha contribuito fino al grezzo, poi ha fornito il materiale agli alpini che hanno provveduto a effettuare tutti i lavori, per un totale di novemila ore; qualcuno però dimenticava di firmare il brogliaccio, e, di conseguenza, sono di più. Possiamo stimare in 300 mila euro il costo complessivo dell’intervento, di cui metà la spesa a carico del municipio, e il resto offerto dalle penne nere, col loro assiduo impegno». «La difficoltà maggiore – aggiunge il geometra Alessandro Cappa, responsabile dell’ufficio tecnico – è stata di coordinare un gruppo che non fa parte di un’impresa, in modo che il… branco diventasse una forza organizzata. La struttura è in legno e acciaio. Abbiamo creato ampie vetrate con lucernari elettrici, e sistemato anche le pertinenze esterne. I serramenti sono antisfondamento». Il vicesindaco Roberto Righettini: «E pensare che, negli anni Novanta, l’immobile era stato messo all’asta. Ora abbiamo raddoppiato la superficie, portandolo da 320 a 640 metri quadri». «Il giorno dell’inaugurazione – riprende Elena – firmeremo una convenzione di durata trentennale con gli Alpini, la Protezione civile e il 118. Ciascuno occuperà una porzione dell’edificio, e non dovrà pagare alcun affitto. Noi ci impegneremo a effettuare le manutenzioni straordinarie». «Noi – spiega il presidente delle penne nere, Ugo Civieri, accompagnato da Agostino D’Oronzo, Gianni Fontana, Vito Pasini, Fulvio Tagliaferri, Mattia Borra, segretario, Fabio Vicentini, tesoriere, e Gianpietro Guatta – avevamo la sede in via Piè Costa, in una ex stalla risistemata. Quando il proprietario ha venduto, ci siamo trasferiti allo Sporting. Adesso il trasloco definitivo, in locali ampi e luminosi. Acquistati gli arredi, adesso dobbiamo solo affrescare il giro scala». Gianbortolo Bariletti, il responsabile della Protezione civile: «Il nostro gruppo è composto da 24 elementi, molti dei quali sono alpini. Intendiamo dedicarci con particolare attenzione al monitoraggio del territorio: centraline dell’energia elettrica, acquedotti, torrente della valle delle cartiere, ecc. In tempi brevi vogliamo installare i cartelli che indicano le varie località, in modo da renderne più semplice l’individuazione. Spesso, quando si tratta di soccorrere un ferito o un infortunato, i mezzi non sanno dove andare». L’edificio verrà intitolato a Franco Bertagnolli, presidente nazionale dell’Ana dal 1972 all’81. Originario di Mezzocorona, in provincia di Trento, è ricordato soprattutto per l’operazione-Friuli (’76-77), che diede vita alla Protezione civile. Riuscì a mobilitare 15mila volontari, che ripararono 3.300 case, gravemente danneggiate dal terremoto, a edificare dodici scuole superiori, una casa per gli studenti e otto centri per gli anziani.

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