domenica, Luglio 21, 2024
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Mucca pazza, stop agli allarmismi: ora il trend dei consumi è in ripresa. Mantelli: «Certificare la nostra produzione è la sola risposta da dare ai detrattori»

Segnali incoraggianti dal convegno sul morbo della Bse

Negli ultimi sette giorni le vendite di carne nella nostra provincia sono discretamente salite. Il trend di crescita dei consumi sta quindi riprendendo, seppur timidamente. Lo sostiene Giampaolo Mantelli, assessore provinciale all’agricoltura, intervenuto ieri pomeriggio ad un dibattito sul morbo della «mucca pazza» e sul confronto fra la realtà scientifico-sanitaria e quella dell’informazione a Pozzolengo, nell’àmbito delle manifestazioni organizzate per la Fiera di San Giuseppe dall’Amministrazione comunale. Tutti d’accordo, comunque, su una considerazione: «mucca pazza» non può continuare a rappresentare una minaccia, un incubo per i consumatori e per gli stessi allevatori e produttori. Fra il mondo scientifico e quello politico non sembra esserci più un abisso. Al massimo, un piccolo fossato. Da Pozzolengo ieri sera è giunta un’altra spallata all’incredibile caso dell’encefalopatia spongiforme bovina, che ha gettato nel caos il mondo dei consumatori e nella disperazione la nostra produzione di carne. Prima Loris Alborali, direttore dell’istituto Zooprofilattico di Brescia, poi Mantelli, quindi il direttore di «Bresciaoggi» Maurizio Cattaneo e, infine, Francesco Ferrari, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, hanno saputo offrire un quadro rassicurante sulla qualità della nostra carne e sul messaggio che i media sono ora chiamati a lanciare. Alborali, in particolare, ha precisato che nella nostra provincia ci sono almeno 500 mila bovini: 200 mila da carne, i restanti da latte. Le vendite in pochi mesi sono calate del 70 per cento, malgrado «quel che si consuma sulla nostra tavola sia carne assolutamente non a rischio». Infatti, i bovini di oltre 30 mesi vengono testati ed adibiti al consumo solo se l’esito dei test è negativo. Dei vitelli si sa. Altro tabù da sfatare, la pericolosità del midollo osseo. Spesso si è confusa questa parte di carne con il midollo spinale, quello sì a rischio. Come le parti interne. Per Maurizio Cattaneo, la vicenda mucca pazza è stata ulteriormente complicata dalla vicina scadenza elettorale: troppo spesso invece di fare informazione le dichiarazioni assumenvano carattere propagandistico. Errori, però, commessi anche dai media, che hanno troppo spesso cavalcato voci non confermate. Una difesa appassionata della nostra zootecnia ed un duro attacco al comportamento del Governo nella vicenda «Mucca pazza» da Giampaolo Mantelli, che ha annunciato l’imminente apertura di un centro di incenerimento degli animali alla fine del loro ciclo. «Certificare le nostre filiere di produzione – ha concluso l’assessore provinciale – è la sola risposta da dare al consumatore e ai detrattori». Francesco Ferrari ha infine difeso l’operato del Governo «per aver saputo trovare una linea d’equilibrio tra salute umana e salvaguardia della produzione bovina». Al convegno erano presenti tra gli altri il sindaco di Pozzolengo Bellini, l’assessore Saetti, il sindaco di Ponti sul Mincio Rebuschi e il presidente della

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