I livelli del lago. Vertice con autorità di bacino, consorzi e regioni per rivedere il flusso d’acqua per l’agricoltura e ridurre gli sprechi. La Comunità: «Se va avanti così scenderemo a più 8 entro il 10 agosto»

Benaco verso il minimo storico

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Allarme sic­c­ità. Il gri­do arri­va dal­la seri­amente pre­oc­cu­pa­ta per i liv­el­li del più grande lago d’Italia. «Ogni giorno il Bena­co cala di un cen­timetro e mez­zo e con­tin­uan­do di questo pas­so arriver­e­mo alla fine del­la pri­ma decade di agos­to a toc­care il min­i­mo stori­co reg­is­tra­to nel 2003», affer­ma Pier , seg­re­tario gen­erale dell’ente comu­ni­tario di Gar­done Riv­iera. «La dif­feren­za, non da poco, è che il più otto sopra lo zero idro­met­ri­co di Por­ta Verona a Peschiera si reg­istrò il 15 set­tem­bre, a sta­gione esti­va in fase di chiusura. Ora siamo solo a fine luglio e davan­ti ci sono anco­ra due mesi di bag­ni e un mese e mez­zo di sta­gione irrigua per i ter­reni man­to­vani». Un quadro tutt’altro che con­for­t­ante, tan­to da con­vin­cere la Comu­nità del Gar­da a chia­mare a rac­col­ta tut­ti i sin­daci delle tre sponde, i rap­p­re­sen­tan­ti delle Province di Verona, Tren­to e Bres­cia e dei baci­ni imbriferi man­to­vani. Ma non solo. «Chiedi­amo la pre­sen­za dei pres­i­den­ti delle regioni Vene­to, Lom­bar­dia e Trenti­no», inter­viene Vin­cen­zo Ces­chi­ni, vicepres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, «d’altronde solo i gov­er­na­tori Gian­car­lo Galan, Rober­to Formigo­ni e Loren­zo Del­lai han­no il potere di pren­dere deci­sioni». L’appuntamento è già sta­to fis­sato per mer­coledì 10 agos­to alle 11 nel munici­pio di Mozam­bano. Dopo il ver­tice, la pat­tuglia di ammin­is­tra­tori muoverà in direzione del­la diga di Salionze per un sopral­lu­o­go al man­u­fat­to che rego­la l’afflusso delle acque del lago nel Min­cio. Si trat­ta di un edi­fi­cio rego­la­tore arti­fi­ciale costru­ito nel 1950, for­ma­to da uno sbar­ra­men­to in muratu­ra lun­go 72 metri a più luci, chiuse da para­toie metal­liche piane. Le aper­ture cen­trali immet­tono l’acqua nel Min­cio, le luci di destra ali­men­tano il canale irriguo-indus­tri­ale Vir­gilio, men­tre l’apertura di sin­is­tra river­sa acqua nel­la Seri­o­la di Salionze «Oggi (ieri per chi legge) la colon­ni­na di Peschiera reg­is­tra un più 24,5 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co a fronte di uno scari­co nel Min­cio di 69 metri cubi d’acqua al sec­on­do», riprende Pier Lucio Cere­sa, che ha già con­tat­ta­to gli ingeg­neri Lui­gi Mille e Sal­va­tore Riz­zo, rispet­ti­va­mente diret­tore gen­erale dell’Agenzia inter­re­gionale del Po e respon­s­abile del man­u­fat­to di Salionze. «Entram­bi saran­no pre­sen­ti all’incontro di Mozam­bano», sostiene Ces­chi­ni pron­to e antic­i­pa alcune immi­nen­ti deci­sione dell’Aipo: «Non più tar­di di due ore fa l’ingegnere Mille mi ha comu­ni­ca­to che da mart­edì notte diminuirà il deflus­so delle acque del Gar­da al Min­cio: non più 69 ma 50 metri cubi al sec­on­do. I con­sorzi man­to­vani sono d’accordo anche per­ché la colti­vazione del mais è ter­mi­na­ta. Il loro è un gesto di grande col­lab­o­razione se con­sid­e­ri­amo che per legge i con­sorzi irrigui, in questo peri­o­do dell’anno, han­no dirit­to ad 88 metri cubi d’acqua al sec­on­do. La stes­sa legge Gal­li det­ta poi le pri­or­ità nell’utilizzo dell’acqua: pri­ma l’agricoltura e a seguire l’industria e tur­is­mo». Ma oltre a sper­are nel­la grazia di Giove Plu­vio quali sono le pro­poste con­crete per il futuro? «È indis­pens­abile fare ordine nel­la ple­to­ra di con­ces­sioni rilas­ci­ate anco­ra negli anni ’50», sostiene con­vin­to Ces­chi­ni, «in prat­i­ca rimod­u­lare le con­ces­sioni d’acqua ai vari con­sorzi, sono cir­ca una trenti­na, in base all’effettiva neces­sità». In modo sem­plice: evitare sprechi. Intan­to nonos­tante un sem­pre più bas­so non si reg­is­tra­no par­ti­co­lari prob­le­mi col­le­gati alla . «A parte lo sca­lo di Castel­n­uo­vo, già sospe­so a fine giug­no, tut­to pro­cede rego­lar­mente», affer­ma Mar­cel­lo Cop­po­la, diret­tore d’esercizio del­la . E pre­cisa: «La nav­igazione pros­egue sen­za intop­pi e sarà così anche con un lago più bas­so. Due anni fa siamo andati in sof­feren­za solo quan­do il lago si è attes­ta­to sug­li otto cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. In prece­den­za per evitare di dan­neg­gia­re l’elica dell’aliscafo ave­va­mo deciso cam­biare mez­zo di nav­igazione e di uti­liz­zare i cata­ma­rani, che non han­no bisog­no, al pari dei bat­tel­li, di un fon­dale par­ti­co­lar­mente fondo».