Il premier invidia a Sigurtà il parco ma vanta le sue piante grasse. E il sindaco Pezzini loda la pesca di Verona. Consiglio per l’infanzia. I bambini chiedono ecologia e solidarietà

Berlusconi tra le rose e i cactus

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Di Luca Delpozzo
(a.f.)

A Sil­vio Berlus­coni piac­ciono la Flori­bun­da e Alber­to Gilardi­no. La pri­ma è una rosa rossa che fior­isce nel viale delle rose al par­co Sig­urtà. Il sec­on­do è l’attaccante del Par­ma che il Milan, la squadra del­la quale il pre­mier è il patron, sta trat­tan­do per por­tar­lo in rossonero. «È nos­tro al cinquan­ta per cen­to», lo han­no sen­ti­to con­fi­dare a Gino Cori­oni, pres­i­dente del Bres­cia, lunedì sera durante la cena orga­niz­za­ta dal Coor­di­na­men­to lom­bar­do di Forza Italia, nel­lo splen­di­do par­co valeg­giano, per 130 indus­tri­ali bres­ciani. Scopo del­la ser­a­ta (ogni com­men­sale ha ver­sato 5.000 euro), rac­cogliere fon­di per finanziare la battaglia elet­torale del par­ti­to azzur­ro. Accolto da Giuseppe e Mag­da Sig­urtà, Berlus­coni ha riv­e­la­to di aver godu­to di una splen­di­da visione aerea dall’elicottero che lo ha por­ta­to all’appuntamento: «Caspi­ta che bel Par­co avete». Poi sul­la golf-cart gui­da­ta da Giuseppe Sig­urtà ha volu­to vis­itare quel­lo che è con­sid­er­a­to uno dei cinque più bel­li gia­r­di­ni al mon­do. Gia­co­mo Tira­boschi, edi­tor del­la trasmis­sione di Rete Quat­tro Melaverde, botan­i­co e “gia­r­diniere” del cav­a­liere di Arcore, gli ha fat­to notare che nel par­co Sig­urtà è pre­sente lo stes­so tipo di erba- Pen­cros- delle ville di Arcore e Maner­bio. Il pre­mier ha dimostra­to di conoscere gran parte delle piante pre­sen­ti. Ha apprez­za­to il rosso del­la Flori­bun­da e il rosa del­la Queen Eliz­a­beth. È rimas­to col­pi­to dalle infor­mazioni sui tuli­pani, spe­cial­mente su quel­lo nero, e sul fat­to che siano piantati nel sottobosco.Al ter­mine del giro Berlus­coni ha dato una pac­ca bonar­ia sul­la spal­la di Sig­urtà: «Sono un po’ invidioso.… E striz­zan­do l’oc­chio a Mag­da: «Scherza­vo». Si è, comunque, augu­ra­to di pot­er riv­is­itare il par­co in com­pag­nia dei figli. Imme­di­a­to l’invito dei fratel­li Sig­urtà: «L’attendiamo al più presto». Al che Berlus­coni illus­tran­do il suo par­co, dove coesistono numerose specie di palme e cac­tus, ha a sua vol­ta invi­ta­to Giuseppe e Mag­da: «E voi ven­ite a vedere i miei cac­tus». Tra tan­ti fiori è com­par­so anche un frut­to: la pesca di Verona. A offrir­la al Pres­i­dente del Con­siglio e a tut­ti pre­sen­ti è sta­to il sin­da­co di Valeg­gio, Albi­no Pezzi­ni, a nome del Con­sorzio di tutela del­la pesca di Verona. Sul­la sim­pat­i­ca con­fezione che con­tene­va il frut­to c’era lo slo­gan «Dal 1584 pesca di Verona, buona per tradizione, sicu­ra per prove­nien­za», coni­a­to per l’avvio delle pro­ce­dure per il riconosci­men­to del­la Igt, l’Indicazione geografi­ca pro­tet­ta. Pezzi­ni ha con­seg­na­to a Berlus­coni un ces­to di pesche e una selezione di doc del­la sua azien­da. A tavola, oltre al Mer­lot di Pezzi­ni, sono sta­ti servi­ti dai somel­li­er dell’Ais gui­dati da Giuseppe Melis, il Bian­co di Cus­toza dell’azienda Cav­alchi­na e il di Soave docg Capitel­li di Ansel­mi. Pezzi­ni ha pre­sen­ta­to a Berlus­coni il prog­et­to di can­di­datu­ra di Borghet­to al riconosci­men­to da parte dell’Unesco, per «l’in­tat­ta armo­nia architet­ton­i­ca e la bellez­za pae­sag­gis­ti­ca del bor­go», del­la qual­i­fi­ca di Pat­ri­mo­nio stori­co architet­ton­i­co del­l’U­man­ità. «Sarebbe il gius­to riconosci­men­to», ha caldeg­gia­to il sin­da­co di Valeg­gio, «per una strut­tura urban­is­ti­co-rurale che da oltre 500 anni dom­i­na l’a­meno pae­sag­gio accarez­za­to dal Min­cio che va preser­va­to da pos­si­bili future manomis­sioni e tra­manda­to alle future gen­er­azioni». (m.p.) Valeg­gio. È il dirit­to all’acqua, il pri­mo dei dirit­ti dei bam­bi­ni affronta­to durante l’adunanza spe­ciale del con­siglio comu­nale ded­i­ca­ta ai prob­le­mi dell’infanzia, pri­ma delle vacanze estive. I bam­bi­ni delle clas­si quinte C, D ed E han­no infat­ti pri­ma evi­den­zi­a­to la dram­mat­i­ca situ­azione in cui ver­sano mil­iar­di di per­sone, con il 98 per cen­to del­la popo­lazione del piane­ta che è costret­ta a bere acqua sporca, per poi invitare a preser­vare questo prezioso bene. Attra­ver­so buone pratiche ma anche aven­do cura dei nos­tri fiu­mi e delle con­dut­ture idriche. Al sin­da­co han­no poi chiesto di pro­gram­mare una gior­na­ta a pie­di o in bici­clet­ta lun­go il Min­cio e di far met­tere ces­ti­ni lun­go la . «Aderisco volen­tieri», ha affer­ma­to il pri­mo cit­tadi­no, Albi­no Pezzi­ni, che ha assi­cu­ra­to l’impegno dell’amministrazione per la tutela del fiume. Per l’assessore Gior­gio Vicen­ti­ni, «le reti idriche sono state rin­no­vate e la salute del Min­cio è miglio­ra­ta», men­tre il con­sigliere Rena­to Piz­za­miglio ha infor­ma­to, a nome dei volon­tari che seguono il prog­et­to, che «a Bonde Dogo in Tan­za­nia, ver­rà instal­la­to un mod­er­no pota­bi­liz­za­tore, elet­tri­fi­ca­to con pan­nel­li solari». Poi i bam­bi­ni han­no chiesto che il Comune si gemel­li con pae­si del ter­zo mon­do e han­no pun­ta­to l’attenzione sui dirit­ti all’alimentazione, all’istruzione, alla salute e al gio­co. «C’è già un — ha affer­ma­to l’assessore Fran­ca Beni­ni — con Areia Bran­ca-Ser­ra do mel in Brasile e sull’alimentazione fare­mo delle con­feren­ze con la Lega ital­iana tumori». Il diri­gente sco­las­ti­co, Mau­r­izio Tencheni, ha invece mes­so in rilie­vo come la scuo­la abbia pre­dis­pos­to un servizio di alfa­bet­iz­zazione, che però è dif­fi­cile da orga­niz­zare a causa delle scarse risorse disponi­bili. Tut­to questo pri­ma delle pre­mi­azioni degli alun­ni affer­ma­tisi in con­cor­si let­ter­ari e gare sportive.

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