Ben 17 dei 57 edifici sacri danneggiati si trovano sul territorio valsabbino. Sette milioni di euro per i restauri: da Roè Volciano a Preseglie

Chiese a rischio, ecco i fondi

31/03/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Massimo Pasinetti

E’ prob­a­bile che qualche ter­re­mo­ta­to rimas­to sen­za casa non sia d’accordo, vista la neces­sità di affrontare ques­tioni più urgen­ti; ma al di là delle val­u­tazioni per­son­ali, in Valsab­bia stan­no per essere resi disponi­bili oltre 7 mil­ioni di euro per risis­temare le 17 chiese dan­neg­giate dal sis­ma e def­i­nite «pri­or­i­tarie». Dei 57 edi­fi­ci sac­ri defin­i­ti appun­to «pri­or­i­tari» dal­la recente ordi­nan­za del com­mis­sario Mas­si­mo Busce­mi, infat­ti, ben 17 insistono sul ter­ri­to­rio valsab­bi­no, e in prim­is­si­mo piano tro­vi­amo San Michele di Idro, San Pietro in Vin­coli di Roè Vol­ciano, San Loren­zo di Clib­bio e la Roc­ca di Sab­bio, San Filas­trio di Vil­lan­uo­va, San Loren­zo di Pro­mo di Vestone e San Benedet­to da Nor­cia a Pom­peg­ni­no di Vobarno. Pro­fon­da­mente col­pite e ferite, le chiese val­li­giane, lamen­tano dan­ni per 7.186.606 euro, ovvero oltre il 40 per cen­to dei qua­si 17.900 mila euro di stazi­a­men­ti per i restau­ri com­p­lessivi. Gli edi­fi­ci più col­pi­ti? Iniziamo dal ter­ri­to­rio comu­nale di Sab­bio (qui urgono inter­ven­ti sia sul­lo stori­co san­tu­ario del­la Madon­na del­la Roc­ca, sia per le chiese par­roc­chiali di San Loren­zo di Clib­bio e di San Mar­ti­no di Sab­bio Sopra), per pros­eguire con Roè Vol­ciano (qui le chiese dan­neg­giate sono 7 su 7, ma la pri­or­ità viene data per ora solo alla par­roc­chiale di San Pietro in Vin­coli, con dan­ni per un mil­ione di euro), Vil­lan­uo­va (la par­roc­chiale con­ta dan­ni per 1.212.000 euro), eVo­barno (i guai si reg­is­tra­no soprat­tut­to a Pom­peg­ni­no, con la par­roc­chiale di San Benedet­to da Nor­cia e con il Cen­tro par­roc­chiale e la scuo­la mater­na prati­ca­mente a pezzi). Seguono a ruo­ta Pre­seglie (con le par­roc­chiali di San Michele Arcan­ge­lo e dei san­ti Pietro e Pao­lo), Idro (mez­zo mil­ione di euro per la par­roc­chiale di San Michele Arcan­ge­lo), Odolo (con il tem­pio ded­i­ca­to a San Zenone) e Vestone, con San Loren­zo in Pro­mo. Quest’ultimo edi­fi­cio sacro, «che prob­a­bil­mente — spie­gano gli esper­ti — in orig­ine era una cap­pel­la risalente all’ottavo o al nono sec­o­lo, è oggi defini­to la “Pina­cote­ca”, e con­tiene un polit­ti­co cinque­cen­tesco che è una delle per­le dell’arte valsab­bina ed è un van­to per Vestone. E’ opera di Mar­ti­no da Gavar­do, e rap­p­re­sen­ta la Madon­na con San Loren­zo, San­to Ste­fano, San Gio­van­ni e , Dio Padre con San Sebas­tiano e San Roc­co, e l’Annunciazione. Ci sono poi l’Ultima cena e la raf­fig­u­razione dei quat­tro Padri del­la Chiesa». San Loren­zo in Pro­mo ha subito dan­ni per 310 mila euro. «Pre­sen­ta un quadro fes­sur­a­ti­vo di media inten­sità» spie­ga la per­izia tec­ni­ca degli esper­ti, «este­so a buona parte dei macroele­men­ti che cos­ti­tu­is­cono il cor­po di fab­bri­ca. Alcune fes­sure sono ricon­ducibili a pri­ma del ter­re­mo­to, ma in segui­to alla scos­sa del 24 novem­bre scor­so si sono ampli­ate in modo sen­si­bile». E la chiesa del­la Mater­nità di Maria alla Roc­ca (per tut­ti la Roc­ca), che ha subito lesioni per 390 mila euro? L’intervento risis­te­merà quel­lo che è il mon­u­men­to sim­bo­lo non solo di Sab­bio, ma dell’intera Valsab­bia. L’edificio risale al IX e al X sec­o­lo, quan­do si orga­niz­zò in valle un sis­tema difen­si­vo com­pren­dente le roc­che di Sab­bio, Vobarno, Bernac­co e Noz­za. Più tar­di, fini­ta l’era delle inva­sioni, la Roc­ca perse la fun­zione difen­si­va per assumere quel­la reli­giosa, trasfor­man­dosi in un san­tu­ario mar­i­ano con il nome di Bea­ta Vergine del campanile.

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