Oggi , il giovane che si vuole divertire non ha che l’imbarazzo della scelta, le occasioni sono tante e purtroppo qualche volta

Divertirsi?

02/03/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

Oggi il gio­vane che si vuole diver­tire non ha che l’imbarazzo del­la scelta,le occa­sioni sono tante e purtrop­po qualche vol­ta tro­va anche forme di diver­ti­men­to anche sbagli­ate . Ma come si diverti­vano i gio­vani di una vol­ta ? Tra le poche forme di diver­ti­men­to di 50–60 anni fa soprat­tut­to nei pae­si , vi era quel­la di “Cantare Mar­zo “ . Era molto dif­fusa anche nell’ Alto Man­to­vano ed è rimas­ta in voga fino ai pri­mi anni 50 . Ma vedi­amo di cosa si trat­ta­va .Un grup­po di ami­ci (maschi) si ritrova­va qualche giorno pri­ma del­la fine di feb­braio e stila­va un elen­co di ragazze pos­si­bil­mente non impeg­nate sen­ti­men­tal­mente , ma veni­vano aggiunte anche quelle che se non ave­vano un fidan­za­to uffi­ciale ‚ave­vano almeno una sim­pa­tia per qual­cuno .Una vol­ta com­ple­ta­to l’elenco si pas­sa­va a for­mare delle cop­pie, cop­pie che però era­no anomale anzi , più era inverosim­i­le l’accoppiamento meglio era . Fac­ciamo un esem­pio : alla bel­la del paese veni­va accop­pi­a­to il più brut­to , a quel­la che come si dice­va “ ave­va il nasi­no alza­to “ ( per dire che era una che mira­va in alto ) qualche vol­ta gli si abbina­va un ani­male : vedi mag­a­ri un asi­no e così via dicen­do . Ovvi­a­mente non tutte le cop­pie pote­vano essere anomale e così si cer­ca­va di abbina­re una ragaz­za col ragaz­zo che si sape­va gli era antipati­co , oppure una ragaz­za di estrazione sociale alta con un poveret­to , oppure una stu­dentes­sa con un operaio : oggi queste bar­riere sono cadute e non fa scan­da­lo che un operaio si met­ta con una lau­re­a­ta o vicev­er­sa ‚oppure che sem­pre un operaio o un con­tadi­no si met­tano con ragazze cul­tural­mente ed eco­nomi­ca­mente supe­ri­ori a loro , ma a quei tem­pi face­va scan­da­lo .Una vol­ta com­ple­tate le cop­pie l’ultimo giorno di feb­braio il grup­po si divide­va in due grup­pet­ti , sceglievano due local­ità in cui ci si pote­va sen­tire da una parte all’altra ; per esem­pio a Pon­ti sul Min­cio un grup­po anda­va in castel­lo , l’altro sul Monte del­la Guardia . Una vol­ta pre­sa posizione il pri­mo grup­po inizia­va una specie di can­tile­na “ Sta per entrare mar­zo in ques­ta ter­ra , per maridà na puta bela ( per sposare una ragaz­za bel­la ) “. Gli face­va eco il sec­on­do grup­po “ Chela che no ela ( qual ‘ è ) “ . Ripren­de­va il pri­mo grup­po “ La Marisa tal dei tali “ . Sec­on­do grup­po “ Che ghe dom ( chi li diamo ) . Pri­mo grup­po “ Il tal dei tali ( qualche vol­ta come dice­va­mo sopra se era quel­la con il nasi­no all’insù dice­vano “ El sumel del Gigi ( il somaro del Gigi ) . Pri­mo Grup­po “ Domeghel ( glielo diamo ) “ . Sec­on­do grup­po “ Se domeghel ( si glielo diamo “ . Anco­ra il sec­on­do grup­po “ E de dota ( e la dote ) 2 . Anche per la dote si pen­sa­va alle cose più stram­palate come per esem­pio : “ El soto pansa del sumel del Gigi ( Il sot­topan­cia del somaro del Gigi ) “ . Evia di questo pas­so fino all’esaurimento delle cop­pie . La stes­sa cosa si ripete­va il giorno dopo cam­bian­do solo la for­mu­la iniziale che in luo­go di “ Sta per entrare Mar­zo si dice­va “ E’ entra­to Mar­zo “ .Ovvi­a­mente le reazioni delle ragazze era­no le più dis­parate : la più bel­la si arrab­bi­a­va così come quel­la dal nasi­no alza­to ; qual­cun’al­tra non era con­tenta del ragaz­zo che le ave­vano abbina­to per­ché avrebbe desider­a­to essere abbina­ta ad un altro ( ma anche qui lo abbi­amo pre­mes­so il diver­ti­men­to era quel­lo di fare tut­to diver­sa­mente ) . Bisogna anche dire però , che qualche vol­ta , ( anche se poche ma è suc­ces­so ) l’abbinamento offri­va l’occasione ai due di incon­trar­si e se pri­ma mag­a­ri non si era­no mai par­lati ‚da questo incon­tro pote­va nascere qualche cosa di serio . Giochi alla fine inno­cen­ti , forse puerili ma cer­ta­mente innocui , che face­vano diver­tire per un paio di ser­ate e cer­ta­mente giochi con i quali non si cor­re­va il ris­chio di met­ter­si su strade pericolose .