Nel salone della Domus l’incontro tra il vice-presidente del Consiglio e gli amministratori comunali. Cavalli preoccupato per i fondi: «Non bastano». Beccalossi «Il governo ci sia vicino»

Follini: «Sono qui per ascoltare»

28/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il vice-pre­mier Mar­co Folli­ni arri­va sul lago di Gar­da ver­so le 12.30. I sin­daci lo atten­dono nel salone del­la Domus, a fian­co del Duo­mo del Salò. Chi luc­ci­ca con la fas­cia tri­col­ore, e chi l’ha dimen­ti­ca­ta a casa. Chi arri­va per tem­po, e chi ha manda­to il pro­prio vice. In piaz­za Vit­to­ria, vici­no al Palaz­zo munici­pio, chiu­so per le gran­di crepe, c’è un notev­ole spie­ga­men­to di forze dell’ordine: , Polizia, Guardia di finan­za. E nel gol­fo guiz­zano gli scafi addet­ti alla sorveg­lian­za. Gualtiero Comi­ni, il vicesin­da­co, apre gli inter­ven­ti, ringrazia l’ospite e pas­sa il micro­fono. Viviana Becca­los­si, vicepres­i­dente del­la , sostiene che «il ter­re­mo­to del 24 novem­bre non ha provo­ca­to mor­ti nè fer­i­ti gravi, e questo ha por­ta­to a non val­utare adeguata­mente i dan­ni, che sono sta­ti enor­mi. 65 comu­ni col­pi­ti, 2.200 sfol­lati, migli­a­ia di case lesion­ate, centi­na­ia di edi­fi­ci pub­bli­ci e di chiese che han­no subito ferite pro­fonde. Noi non siamo abit­uati a pianger­ci addos­so, anche se chi è sta­to costret­to ad abban­donare la pro­pria abitazione ha pianto lacrime amare. Noi bres­ciani ci tiri­amo su le maniche, e ci met­ti­amo la gob­ba. Ma non vor­rem­mo che tale atteggia­men­to fos­se di moti­vo di sot­to­va­l­u­tazione dei prob­le­mi. Abbi­amo bisog­no di avere il Gov­er­no vici­no, per­chè da soli non ce la pos­si­amo fare. Se fare­mo squadra, ci rialz­er­e­mo in fret­ta». Alber­ti Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia, riv­olge anco­ra un plau­so a «vig­ili del fuo­co, forze dell’ordine, volon­tari e ammin­is­tra­tori locali per­chè han­no dato una rispos­ta forte, com­pe­tente, imme­di­a­ta e gen­erosa». Poi esprime una serie di inter­rog­a­tivi: le risorse ero­gate (10 mil­ioni dal Gov­er­no, altret­tan­ti dal­la Regione, 30 nel­la Finanziaria 2005, quin­di il 5% delle somme a dis­po­sizione del­la , pari attual­mente a 2,9 mil­ioni di euro per 15 anni) «non sono noc­ci­o­line, ma non bas­tano. Bisogna avere la garanzia di rice­vere altri fon­di». Cav­al­li aggiunge che «è sor­pren­dente come lo Sta­to, da un lato, fac­cia per­venire risorse, ma dall’altro pren­da l’Iva su appalti e for­ni­ture per i lavori di ripristi­no». Ed esprime le pre­oc­cu­pazioni delle famiglie sfol­late, che, mag­a­ri, «devono pagare l’affitto, le rate del mutuo sul­la casa dan­neg­gia­ta e chiedere alle banche un nuo­vo presti­to», men­zio­nan­do pure i gravi dan­ni al pat­ri­mo­nio artis­ti­co, stori­co e reli­gioso. Il prefet­to Maria Tere­sa Cortel­lessa Dell’Orco che sta lavo­ran­do alla creazione del­la nuo­va cen­trale oper­a­ti­va uni­fi­ca­ta, riv­olge «un elo­gio a tut­ti quan­ti han­no oper­a­to con pas­sione e grande sen­so di sol­i­da­ri­età. L’impegno più forte è sta­to del­la gente, che ha rispos­to con dig­nità e forza d’animo. E ora tut­ti aspet­tano di rien­trare nelle pro­prie abitazioni». Sil­vio Lau­ro, il brac­cio oper­a­ti­vo del com­mis­sario stra­or­di­nario, con­fer­ma che, al rien­tro in uffi­cio, avrebbe fir­ma­to la cir­co­lare con­te­nente le indi­cazioni per l’erogazione dell’indennità di a utono­ma sis­temazione e dei con­tribu­ti alle famiglie per com­in­cia­re a met­tere a pos­to le case. E annun­cia di vol­er redi­gere entro un paio di set­ti­mane il piano degli inter­ven­ti. Dopo avere ascolta­to i vari inter­ven­ti, prende la paro­la Mar­co Folli­ni e dice riv­olto a sin­daci e sac­er­doti: «Avete subito una feri­ta non vis­i­bile per intero, e gesti­to l’emergenza con sobri­età, misura e stile. Questo ha con­cor­so a ridurre il rumore sul sis­ma del 24 novem­bre. Poi c’è sta­ta la trage­dia del Sud­est asi­ati­co. Comunque il Con­siglio dei min­istri e la Regione han­no adot­ta­to provved­i­men­ti tem­pes­tivi. Mi pare che ora esis­tano due prob­le­mi: fare pri­ma e fare di più. Occorre che la squadra con­tinui a oper­are atti­va­mente, e sbloc­chi i finanzi­a­men­ti. Sen­za dimen­ti­care il pat­ri­mo­nio prezioso del volon­tari­a­to. Io non fac­cio promesse. Sono qui per ascoltare, e riportare le vostre richi­este. Roma non è ladrona, ma può essere utile e vir­tu­osa alla causa di tutti».