Galleria trentina frenata dalle norme di appalto. Missione a Roma di bresciani e trentini per chiedere rimedi alla disastrata viabilità

Gardesana, esili speranze

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Ottimis­mo e cautela. Sper­an­za e real­is­mo. Questi i sen­ti­men­ti che aleg­gia­vano ieri alle 19, all’us­ci­ta dagli stan­zoni min­is­te­ri­ali dove si era pre­sen­ta­ta la fol­ta del­egazione garde­sana, vola­ta a Roma per un incon­tro al min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci. Sul tavo­lo un nodo com­p­lesso: la ter­ri­bile situ­azione del­la 45 bis, la statale Garde­sana nell’alto lago, aut­en­ti­co colabro­do. Qual­cosa è mat­u­ra­to e in riva al Bena­co sono giunte notizie che sola­mente oggi ver­ran­no val­u­tate. Per vedere il gradi­men­to del risul­ta­to che è sta­to ottenu­to basterà atten­dere ques­ta sera, vis­to che è in pro­gram­ma la riu­nione degli alber­ga­tori, con­vo­ca­ta a Limone (ore 20,30, Pala­con­gres­si). Nes­suno tra gli inter­venu­ti all’as­sise romana vuole creare (e nep­pure crear­si) illu­sioni ed i com­men­ti sono sommes­si e improntati a cautela. Anche se in ser­a­ta una nota del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to ipo­tiz­za­va la costruzione del­la gal­le­ria e la ria­per­tu­ta del­la Garde­sana entro luglio. Ottimis­mo a parte, almeno un paio di notizie mer­i­tano par­ti­co­lare atten­zione. La pri­ma si riferisce alla frana che sta ostru­en­do la stra­da alla Roc­chet­ta, poco a sud di Riva del Gar­da. Dopo la sua cadu­ta — avvenu­ta il 22 dicem­bre — le arie si era­no fat­te critiche. Dal Trenti­no giungevano indi­cazioni assai pre­oc­cu­pan­ti e piut­tosto per­en­to­rie: «zona indifendibile» si dice­va, «inutile inter­venire, dato che tut­ta la parete è peri­colosa. Chi si assume la respon­s­abil­ità di las­cia­re pas­sare le mac­chine?». Con­seguen­za: chiusura del traf­fi­co per qua­si due anni, con tut­to ciò che ne sarebbe con­se­gui­to sot­to l’aspet­to dei trasporti e del tur­is­mo. Ebbene, questo ris­chio pare pos­sa essere super­a­to ed i lavori per la pulizia del­la frana, per il suc­ces­si­vo dis­gag­gio e il ripristi­no del­la attuale car­reg­gia­ta dovreb­bero iniziare al più presto. Una vol­ta ese­gui­te le opere, i per­i­ti delle due provin­cie (Bres­cia e Tren­to: la frana è cadu­ta in ter­ri­to­rio trenti­no) studier­an­no il da far­si. La com­mis­sione mista dovrebbe esprimer­si entro mar­zo sul­l’aper­tu­ra del­la stra­da. L’ipote­si che gode di mag­giori chance è quel­la già antic­i­pa­ta nei giorni scor­si: se ci saran­no le con­dizioni di sicurez­za, potrà essere con­sen­ti­to il tran­si­to, anche se con lim­i­tazioni di orario. C’è sta­ta — come si vede e come qual­cuno ave­va richiesto — una ricon­sid­er­azione delle pri­or­ità di inter­ven­to, e pare avere pesato soprat­tut­to la volon­tà di non com­pro­met­tere la mag­giore attiv­ità eco­nom­i­ca garde­sana, fonte di lavoro e di red­di­to per migli­a­ia di per­sone. Con­tem­po­ranea­mente si spera pos­sa pren­dere il via la costruzione del tun­nel che passerà nel ven­tre del­la Roc­chet­ta: 1250 metri di lunghez­za, per una set­tan­ti­na di mil­iar­di di spe­sa. Anche in questo caso potrebbe mat­u­rare qualche novità ril­e­vante. Per l’opera è sta­ta richi­es­ta la dichiarazione di «som­ma urgen­za» che per­me­t­terebbe di super­are la serie di lun­gag­gi­ni causa­ta dai tem­pi buro­crati­ci imposti dalle nor­ma­tive europee e dalle pro­ce­dure per la pub­bli­cazione del ban­do, la gara di appal­to e via dicen­do. Con la «som­ma urgen­za», i tem­pi si accorcereb­bero non poco, vis­to ché le pro­ce­dure abit­u­ali sareb­bero scav­al­cate e si potrebbe, di con­seguen­za, pro­cedere all’ap­pal­to con mag­giore celer­ità. Le ruspe potreb­bero entrare in azione prestis­si­mo. Il con­dizionale è d’ob­bli­go vis­to che, per l’e­mis­sione del parere di urgen­za il Trenti­no dovrà riv­ol­ger­si all’Au­thor­i­ty euro­pea sug­li appalti, vis­to che il min­is­tero non se l’è sen­ti­ta di esprimere un parere. Tut­ti si augu­ra­no, nat­u­ral­mente, che l’urgenza ven­ga dichiara­ta, impri­men­do in questo modo un’ac­cel­er­azione tale che l’opera potrebbe essere ese­gui­ta nel­l’ar­co di poco tem­po: si par­la addirit­tura di quat­tro mesi, ma i con­ti andran­no fat­ti con più cal­ma. E non bas­ta. Una vol­ta che la gal­le­ria sarà ter­mi­na­ta — sep­pure a grez­zo — potrebbe addirit­tura (almeno in teo­ria) essere con­sen­ti­to il tran­si­to. Pru­den­za, si dice­va, ma a questo pun­to, se tut­to dovesse girare per il ver­so gius­to e se non matur­eran­no altri intop­pi, di cui ques­ta sta­gione è parsa prodi­ga, le vet­ture potreb­bero tran­sitare nel nuo­vo tun­nel ben pri­ma del­la fine di quest’an­no. Se, invece, l’urgenza non venisse dichiara­ta, ver­so fine anno i lavori potreb­bero avere inizio: una bel­la dif­feren­za, non c’è che dire. Inutile aggiun­gere che gli scon­giuri si spre­cano… Queste le notizie dal­la cap­i­tale dove il sot­toseg­re­tario ai Lavori pub­bli­ci Anto­nio Bar­gone ha rice­vu­to i politi­ci bres­ciani e tren­ti­ni. Pre­sen­ti qua­si tut­ti i sin­daci del­l’al­to Gar­da bres­ciano, il vicesin­da­co di Riva e il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del­l’Al­to Gar­da Bruno Faus­ti­ni. Con loro, i politi­ci delle Provin­cie: per Bres­cia il pres­i­dente Alber­to Cav­al­li e l’asses­sore ai Lavori pub­bli­ci , e altri ammin­is­tra­tori e rap­p­re­sen­tan­ti degli oper­a­tori eco­nomi­ci, alber­ga­tori in tes­ta. Nutri­to anche lo stuo­lo di dep­u­tati e sen­a­tori pre­sen­ti: i bres­ciani Aldo Rebec­chi (artefice del­l’in­con­tro), Daniele Ros­cia, Alfre­do Man­ti­ca, cui si sono acco­sta­ti i tren­ti­ni Oli­vari, Andreoli e Boa­to. L’oc­ca­sione romana è sta­ta utile anche per ripro­porre all’at­ten­zione l’in­tero asset­to del­l’asse viario del Gar­da Occi­den­tale. L’Anas ave­va, nel 1999, seg­nala­to al Min­is­tero la situ­azione, chieden­do una legge spe­ciale o l’in­ser­i­men­to nel­la Finanziaria del­la spe­sa per una nuo­va stra­da. Tra l’al­tro, assieme alla Statale 42, la 45 bis resterà in ges­tione allo Sta­to anche dopo il 1° luglio prossi­mo. La spe­sa del rifaci­men­to è ingente: 300 mil­iar­di per il trat­to da Gargnano al con­fine trenti­no (il pez­zo più peri­coloso) e di altri 400 mil­iar­di per i chilometri da Salò a Gargnano (cir­con­va­l­lazioni, aggi­ra­men­ti dei cen­tri abi­tati). Il sot­toseg­re­tario Bar­gone ha con­fer­ma­to che nel­la Finanziaria 2001 esiste un capi­to­lo di spe­sa di 600 mil­iar­di per inter­ven­ti urgen­ti e provo­cati da calamità nat­u­rali. La cifra è, però, riferi­ta all’in­tero ter­ri­to­rio nazionale ed è a dis­po­sizione del­l’Anas. Tra i com­men­ti rac­colti a cal­do, il pres­i­dente Cav­al­li par­la di «Gov­er­no con oriz­zonte tem­po­rale lim­i­ta­to. Se vuole bat­tere un colpo ver­so la soluzione dei prob­le­mi del­la Garde­sana lo deve fare adesso». Man­lio Bon­in­con­tri, sin­da­co di Tig­nale, sot­to­lin­ea invece che «per la Garde­sana si è final­mente aper­ta qualche prospettiva».

Parole chiave: