Come ben si sa l’inverno nelle acque del lago è molto più mite che altrove.

I cigni sono belli e affettuosi ma sporcano un po’ troppo

09/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.b.

Come ben si sa l’inverno nelle acque del lago è molto più mite che altrove. Ciò favorisce l’immigrazione di molti volatili in una zona qui­eta e molto più «vivi­bile» delle acque gelide dell’Adige o dei cor­si d’acqua del­la bas­sa veronese e del man­to­vano. Ma vale anche la pena di ricor­dare che pro­prio da Peschiera fino a le acque del Gar­da sono una zona fau­nis­ti­ca pro­tet­ta e quin­di una vera e pro­pria ris­er­va per i pen­nu­ti. In questi giorni è mer­av­iglioso per­cor­rere le rive del lago nelle local­ità indi­cate per goder­si lo spet­ta­co­lo del­la vera «molti­tu­dine» di uccel­li acquati­ci pre­sen­ti sul pelo dell’acqua. A far­la da padrone le ana­tre, segui­te dai bei ger­mani reali, dalle folaghe e dai bian­chissi­mi cig­ni. Questi ulti­mi si sono vera­mente riprodot­ti in maniera ele­va­ta e per cer­ti ver­si incon­trol­la­ta. Sola­mente nelle acque di Lazise, da Vil­la Per­golana fino alla zona del­la foce del rio Mar­ra e finanche alla zona dei campeg­gi, la Bot­tona e Fos­salta, è tut­to un pul­lu­lare di bel­lis­si­mi esem­plari bian­chissi­mi con il lun­go bec­co gial­lo. Sono la felic­ità dei bam­bi­ni e lo stu­pore dei tur­isti. In questo peri­o­do, poi, che le acque del lago sono anco­ra «alte» alcu­ni esem­plari più spregiu­di­cati dei can­di­di pen­nu­ti si avven­tu­ra­no sul­la banchi­na e perfi­no per le vie del cen­tro stori­co. I tur­isti sono mer­av­igliati ma i com­mer­cianti invece sono arrab­biati, per non dire di più, per­ché i bei cig­ni non sono molto rispet­tosi delle vie e piazze. Sono abit­uati a far tut­to «in acqua», loro habi­tat nat­u­rale. Giron­zolan­do quin­di per la via non badano molto agli altri e las­ciano «omag­gi­ni» dap­per­tut­to. Non sono degli scre­an­za­ti ma sola­mente degli sba­dati. E si las­ciano andare… «Gli escre­men­ti las­ciati non fan­no né un bel piacere né un bel vedere », affer­ma un ris­tora­tore inner­vos­i­to, « e toc­ca a noi poi rimet­tere la cose a pos­to. Ben vengano le oasi fau­nis­tiche, le zone «nat­u­rali», la molti­tu­dine dei pen­nut­ti, ma che almeno «impar­i­no» a vivere nell’acqua, sem­bra­no affer­mare gli oper­a­tori turistici.