Lago di Garda: flessione soprattutto fra gli italiani. Vacanze più brevi, è questa la nuova tendenza che non ha risparmiato la nostra provincia. La Vallecamonica sorride: più 5,44 per cento. Si prediligono gli hotel, calano gli ospiti di appartamenti, r

IL BILANCIO DI UN ANNO: Crescono i turisti, ma si fermano di meno

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Di Luca Delpozzo
Natalia Danesi

Più arrivi, meno pre­sen­ze. I dati uffi­ciali sui movi­men­ti 2004 dell’assessorato provin­ciale al Tur­is­mo con­fer­mano una ten­den­za ormai dif­fusa in tut­to il Paese: sì alle vacanze, ma meglio se sono bre­vi e più fre­quen­ti nell’arco dell’anno. LA PROVINCIA. Il ter­ri­to­rio bres­ciano, nel com­p­lesso, con­tin­ua ad esercitare una buona attrat­ti­va sia sug­li ital­iani, sia sug­li stranieri. Sono sta­ti 1.599.292 gli arrivi lo scor­so anno, 4,07% in più rispet­to al 2003. In cresci­ta sia il set­tore alberghiero (+4,84%), che l’extralberghiero (+2,02%). Meno pos­i­ti­vo, ma comunque al di là delle aspet­ta­tive, il dato rel­a­ti­vo alle pre­sen­ze: 7.351.312, 1,43% in meno rispet­to al 2003. I tur­isti che si fer­mano preferiscono per­nottare in hotel (+1,27%), piut­tosto che in appar­ta­men­ti, rifu­gi, campeg­gi o bed&breakfast (-4,97%). Una ten­den­za che riguar­da in par­ti­co­lare gli ospi­ti ital­iani, le cui pre­sen­ze negli extral­berghieri sono calate del 13,42%. Tra le regioni, la Lom­bar­dia con­tin­ua anco­ra a fare da padrone asso­lu­to. Si trat­ta, però, soprat­tut­to di tur­is­mo «mor­di e fug­gi», men­tre cresce la propen­sione dei tur­isti dal cen­tro Italia a fer­mar­si sul ter­ri­to­rio per peri­o­di più lunghi. Con­tin­ua a con­fort­are anche la pas­sione degli stranieri per Bres­cia (+5,66% gli arrivi, +2,21 le pre­sen­ze). Tiene sostanzial­mente il mer­ca­to tedesco, al pri­mo pos­to, calano leg­ger­mente le pre­sen­ze di ingle­si e svizzeri, men­tre cresce il dato rel­a­ti­vo ai tur­isti prove­ni­en­ti da Olan­da, Aus­tria, Bel­gio, Dan­i­mar­ca e Fran­cia. I mesi più «inten­si» sono, come sem­pre, luglio e agos­to; in gen­erale, da aprile a set­tem­bre, la provin­cia reg­is­tra comunque un numero di pre­sen­ze supe­ri­ore a 500mila. I COMPRENSORI. Con­tin­ua ad essere il la forza trainante del tur­is­mo bres­ciano. Se pur con una lieve fles­sione, (-0,46)%, dovu­ta soprat­tut­to al calo di ital­iani, sono oltre 5milioni le pre­sen­ze reg­is­trate solo da questo com­pren­so­rio nel 2004. Sec­on­da «in clas­si­fi­ca» è la Valle Camon­i­ca, segui­ta da Lago d’Iseo, Bres­cia cit­tà, Valle Sab­bia, pia­nu­ra bres­ciana, Fran­ci­a­cor­ta, Hin­ter­land Bres­cia e Valle Trompia. Anal­iz­zan­do più nel det­taglio i dati rel­a­tivi ai sin­goli com­pren­sori e quel­li degli uffi­ci Iat, alcune evi­den­ze colpis­cono più di altre. Cala, innanz­i­tut­to, la propen­sione dei tur­isti sia a vis­itare (-1,84%) che a fer­mar­si (-1,82%) nelle zone del Sebi­no. Crescono sen­si­bil­mente, del 5,44%, gli arrivi in Valle Camon­i­ca che, come è noto, è preva­len­te­mente meta di tur­is­mo gior­naliero. Par­ti­co­lar­mente pos­i­ti­vo anche per quan­to riguar­da i per­not­ta­men­ti è, però, il dato del­lo Iat di Ponte di Leg­no. Nell’arco del­lo scor­so anno, infat­ti, le pre­sen­ze di ital­iani sono aumen­tate ben del 25,09% e quelle di stranieri del 6,87%. Per quan­to riguar­da la cit­tà, trovano riscon­tro nei dati dell’assessorato i tim­o­ri espres­si negli scor­si giorni dagli alber­ga­tori; calano del 6,47%, infat­ti, i per­not­ta­men­ti. Una fles­sione che non risparmia nè gli hotel (-5,31%), nè gli extral­berghieri (-10,42%). LE VALUTAZIONI. A fronte di alcu­ni aspet­ti con­for­t­an­ti, non si può cer­to par­lare di un’effettiva ripresa . «La con­giun­tu­ra, gen­eral­mente non pos­i­ti­va, incide nat­u­ral­mente su questi dati», ha com­men­ta­to il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li, inter­venu­to ieri in una con­feren­za stam­pa con l’assessore al Tur­is­mo Ric­car­do Mini­ni, il pres­i­dente provin­ciale di Fed­er­al­berg­gi Pao­lo Rossi e il diret­tore di Bres­ci­a­tourism, Fer­ruc­cio Rossi Thie­len. «Sap­pi­amo che Bres­cia è sem­pre sta­ta conosci­u­ta soprat­tut­to come provin­cia indus­tri­ale — ha aggiun­to Mini­ni -. E’necessario, invece, val­oriz­zarne le poten­zial­ità, pun­tan­do anche su un tur­is­mo desta­gion­al­iz­za­to». Tante le pro­poste «but­tate sul piat­to» dall’assessore. Pac­chet­ti pro­mozion­ali, un mar­chio uni­co per la provin­cia di Bres­cia, una strate­gia di val­oriz­zazione anco­ra più forte e inci­si­va del ter­ri­to­rio. L’intenzione è, persi­no, di provare ad appli­care sul nos­tro ter­ri­to­rio il mod­el­lo «Orio al Serio»; sfrut­tan­do i voli low cost sarebbe, infat­ti, pos­si­bile incre­mentare il flus­so di tur­isti stranieri che ven­gono a fare shop­ping nelle nos­tre gran­di aree com­mer­ciali. Cer­ta­mente, il recente ingres­so del­la Provin­cia in Bres­ci­a­tourism potrebbe avere effet­ti pos­i­tivi sul sis­tema. «Il nos­tro van­tag­gio è che pos­si­amo garan­tire ai tur­isti un’offerta trasver­sale — spie­ga Rossi -; il vero prob­le­ma, però, è che Bres­cia non si sa anco­ra vendere». Archiviati, intan­to, i risul­tati del 2004, lo sguar­do va già ai prossi­mi impeg­ni. «Finchè non si apre davvero la pri­mav­era le preno­tazioni sono ferme — chi­ude Rossi -. Sono con­vin­to, tut­tavia, che se il tem­po ci aiuterà anche per noi sarà una buona Pasqua».

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