Libro fotografico di Legambiente Terre del Garda sul tratto di costa inaccessibile verso Castelnuovo: presto una serata pubblica. «È soffocato tra i campeggi e i parchi divertimenti»

Il lungolago «Museo degli orrori»

13/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«Il lun­go­la­go di Lazise: degli orrori»: è il tito­lo del­la pub­bli­cazione che doc­u­men­ta attra­ver­so una serie di fotografie com­men­tate la realtà del­la fas­cia a lago del paese. Un ritrat­to pun­tuale che è sta­to ideato, pub­bli­ca­to e dis­tribuito da Terre del Gar­da, cir­co­lo garde­sano affil­ia­to a Legam­bi­ente e pre­siedu­to da Andrea Manzati.«Questa è la nos­tra pri­ma inizia­ti­va», dice Man­za­ti, «ed è in lin­ea con gli obi­et­tivi che ci siamo pre­fis­sati: por­ci non in antite­si ma in una posizione di con­fron­to costrut­ti­vo con le forze politiche e impren­di­to­ri­ali del ter­ri­to­rio garde­sano». «Una let­tura che vale anche per la pub­bli­cazione, che abbi­amo cer­ca­to di far arrivare a tutte le famiglie di Lazise. È una sor­ta di libro bian­co su come è fat­to il lun­go­la­go di ques­ta local­ità: una situ­azione nota a tut­ti, ma su cui vige il più asso­lu­to silen­zio. Adesso nes­suno potrà accam­pare ali­bi o dire non lo sape­vo. Ciò che c’è è sta­to por­ta­to a conoscen­za di tutti».Il prog­et­to si deve in par­ti­co­lare ad Edoar­do Nolo, come Man­za­ti espo­nente dell’opposizione con­sil­iare di Lazise il cui logo, però, non com­pare nel­lo stampato.«Volutamente», pre­cisa Nolo, «Il nos­tro inten­to è sta­to quel­lo di par­lare a tut­ta la popo­lazione e non ad una parte polit­i­ca di ques­ta, per­ché siamo con­vin­ti che il lun­go­la­go e le spi­agge del Comune siano un bene non solo dei campeg­gi che vi si affac­ciano, ma di tut­ta la cit­tad­i­nan­za ed è ques­ta che deve sen­tire l’esigenza e la respon­s­abil­ità di riap­pro­pri­arsene». «Pos­si­bile che nes­suno tro­vi stra­no», doman­da Nolo, «che Lazise sia l’unico paese del­la riv­iera garde­sana veronese a non avere la passeg­gia­ta lun­go­la­go?». «Il fat­to è», riprende Man­za­ti, «che è qui che si gio­cano i rap­por­ti del­la polit­i­ca del paese; ecco per­ché con­sid­e­ri­amo ques­ta una grande oppor­tu­nità anche per i nos­tri politi­ci e ammin­is­tra­tori, che dovran­no dimostrare con i fat­ti, e non più solo con le parole, il loro attac­ca­men­to al territorio».Secondo il cir­co­lo di Legam­bi­ente una diver­sa fruibil­ità del­la zona a lago fun­zionerebbe come motore di un tur­is­mo anche inver­nale e per nuove pro­poste di accoglien­za. «L’innovazione e la riqual­i­fi­cazione ter­ri­to­ri­ale pos­sono essere sti­mo­lo anche di un rin­no­va­men­to eco­nom­i­co. Invece quel­lo di Lazise è un tur­is­mo lega­to alle des­ti­nazioni dei campeg­gi e dei parchi diver­ti­men­ti; anche da noi non man­cano le eccel­len­ze, ma non sono valorizzate».«La nos­tra pub­bli­cazione sarà ogget­to di un incon­tro pub­bli­co che inten­di­amo orga­niz­zare entro otto­bre. L’augurio», con­cludono i rap­p­re­sen­tan­ti di Terre del Gar­da, «è che questo doc­u­men­to diven­ti il pun­to di parten­za per un con­fron­to e un miglio­ra­men­to del ter­ri­to­rio che gioverebbe a tutti».Ed ecco il per­cor­so pas­sato al setac­cio da Terre del Gar­da. Parte dal Rio Dugale, al con­fine con Castel­n­uo­vo del Gar­da che, si dice nel testo, «ha da poco con­clu­so i lavori di riqual­i­fi­cazione del lun­go­la­go», men­tre «Lazise è rimas­to l’unico paese del Bas­so Gar­da a non godere di una passeg­gia­ta lun­go­la­go». Dopo il con­fine con Castel­n­uo­vo si incon­tra la Mat­tarana, «local­ità tra­vol­ta da » ripor­ta l’opuscolo, aggiun­gen­do che da lì si arri­va a Pacen­go «su un per­cor­so in ter­ra delin­eato da recinzioni e veg­e­tazione. Uno spazio umi­do, abban­do­na­to all’incuria, qua­si intera­mente pieno di can­neti e alcu­ni pon­tili in con­ces­sione a pri­vati e recin­tati. Lo spec­chio d’acqua anti­s­tante è occu­pa­to da una molti­tu­dine di boe abusive».Lo sce­nario non cam­bia molto anche nel trat­to che da Pacen­go arri­va a La Bosca e al nuo­vo por­to tur­is­ti­co real­iz­za­to, sostiene il cir­co­lo garde­sano di Legam­bi­ente, a scapi­to di un inse­di­a­men­to palafitticolo.Terre del Gar­da è criti­co anche sul nuo­vo inse­di­a­men­to por­tuale e sulle opere di urban­iz­zazione (, parcheg­gi e arredo): «Sono anco­ra da com­pletare», scrive, «e sono già usurate. Scen­den­do ver­so il por­to, pri­ma del­la spi­ag­gia c’è una sbar­ra che sem­bra scon­sigliare l’approdo a lago. Una pes­si­ma accoglien­za forse ori­en­ta­ta a trasfor­mare quell’area in privé».Su ques­ta parte di zona lago insistono anche il vil­lag­gio Ca’ Bosca e i parchi MovieLand e Cane­va e vi è “parcheg­gia­to” un grande bar­cone eroso dal­la rug­gine. La Bosca, ricor­dano gli ambi­en­tal­isti, era un’oasi nat­u­rale, «un bosco impor­tante per dimen­sioni che, ovvi­a­mente, non c’è più. È diven­ta­to un tutt’uno con Cane­va». L’opuscolo ripor­ta che da lì al cen­tro di Lazise si susseguono «a perdi­ta d’occhio» i campeg­gi e gli spazi fronte lago, «prati­ca­mente a loro servizio». Questo il panora­ma descrit­to da Terre del Gar­da: «barac­che, pas­sag­gi inac­ces­si­bili, pavi­men­tazioni impos­si­bili, can­neti abban­do­nati, man­u­fat­ti pre­cari, scarichi a cielo aper­to, ster­paglie… aree pri­vate o ris­er­vate, anche sul­la spi­ag­gia dema­niale, pon­tili chiusi». Uno sce­nario che cam­bia solo dopo l’approdo in cen­tro, dal cui lun­go­la­go si arri­va «sino al campeg­gio comu­nale, alla Per­golana per finire in ter­ri­to­rio di e sco­prire che lì tut­to è diverso».

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