Dopo i lavori di recupero, torna a splendere Palazzo Benamati. Ospiterà anche associazioni e consigli comunali

Il turismo ha trovato casa

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il «Bena­mati», sit­u­a­to nel cen­tro stori­co, è il nuo­vo Palaz­zo del tur­is­mo di Mader­no. Accoglierà l’asses­so­ra­to, guida­to da Fabio Cauzzi, e diverse asso­ci­azioni: dal Grup­po anziani del­la cartiera agli Ami­ci del Piz­zo­co­lo, dal­lo Sci club all’At­ma. L’ed­i­fi­cio, di pro­pri­età comu­nale, è sta­to ristrut­tura­to e arreda­to con una spe­sa di cir­ca 800 mil­ioni. Nei giorni scor­si ha provvi­so­ri­a­mente ospi­ta­to i vig­ili urbani, costret­ti a uscire dai loro uffi­ci in piaz­za San Mar­co a causa di un incen­dio. Quat­tro sec­oli fa il palaz­zo venne dona­to alla comu­nità da un sac­er­dote. Vari­a­mente uti­liz­za­to (scuo­la ele­mentare, isti­tu­to di arti, mestieri e dis­eg­no, scuo­la di musi­ca, poi come asi­lo), negli anni Set­tan­ta è rimas­to vuo­to, des­ti­na­to a far fronte alle neces­sità. Così ecco­lo affit­ta­to, per un breve peri­o­do, alla Sip. Ulti­ma­mente ser­vi­va da depos­i­to degli ogget­ti smar­ri­ti e ritrovati, in atte­sa del legit­ti­mo pro­pri­etario. Nell’80 il restau­ro di un’ala, con la costruzione di quat­tro appar­ta­men­ti eco­nom­i­co-popo­lari. Nel­l’au­tun­no ’99 l’avvio del­l’in­ter­ven­to di recu­pero, ulti­ma­to recen­te­mente. Nel­lo stu­pen­do salone al pri­mo piano, di 130 metri qua­drati, dec­o­ra­to con affres­chi in stile lib­er­ty, è sta­to rifat­to il pavi­men­to (adesso, un par­quet in leg­no). Qui si riu­nirà il con­siglio comu­nale, che abban­don­erà la , si ter­ran­no con­feren­ze, cine­fo­rum, assem­blee. E ver­ran­no cel­e­brati i mat­ri­moni civili. Un impianto mod­er­no con­sen­tirà di proi­ettare video­cas­sette, dvd, cvd, videate da com­put­er. Dal­la vil­la del Ser­raglio sono sta­ti por­tati un tap­peto e una pala raf­fig­u­rante una sce­na agreste. Il salone porterà il nome di Andrea Celesti, il pit­tore veneziano insigni­to del tito­lo di cav­a­liere dal doge Con­tari­ni, giun­to a Toscolano tra il 1684 e il 1688. Le famiglie più facoltose del luo­go, pro­pri­etarie di indus­trie d’an­core e catene, di cartiere e limon­aie, gli com­mis­sion­arono numerosi lavori. I Delai, ad esem­pio, gli fecero real­iz­zare scene del­l’An­ti­co Tes­ta­men­to, nel loro palaz­zo al por­to. Nel­la chiesa par­roc­chiale riman­gono centi­na­ia di metri qua­drati di tele, che dan­no vita a un inter­no fas­toso e col­orato. La pit­tura del Celesti ha val­i­ca­to i con­fi­ni del­la Repub­bli­ca Vene­ta, tan­to che si trovano suoi dip­in­ti a Linz, in Aus­tria, a Kas­sel, Nantes, Bor­deaux, Dres­da e Post­dam. Al piano ter­ra, le stanze per l’asses­so­ra­to e le asso­ci­azioni cul­tur­ali-ricre­ati­vo-sportive. Una è sta­ta offer­ta al Con­sorzio del­la Riv­iera dei limoni, che invece ha prefer­i­to tenere come sede il Palaz­zo del­la Comu­nità mon­tana alto lago, a Gargnano. Anche questi locali sono intes­ta­ti a per­son­ag­gi che han­no las­ci­a­to un seg­no. Esem­pio, a Nino Gaoso, orig­i­nario del­la spon­da veronese (Gar­da), dece­du­to nel 1978. Pres­i­dente del­la casa di riposo per 25 anni, ristrut­turò lo sta­bile dona­to nel 1914 dal sin­da­co di allo­ra, Gio­van Bat­tista Bianchi. Gaoso pro­mosse la Pro loco, suc­ces­si­va­mente trasfor­ma­ta in Azien­da di sog­giorno e tur­is­mo, di cui divenne il numero 1. E fu anche sin­da­co, nel 1963, in occa­sione di un peri­o­do di crisi. Un’al­tra stan­za è ded­i­ca­ta a Gia­co­mo Ben­venu­ti, musicista, mor­to nel 1943, ad appe­na 58 anni. In gio­vane età, com­pose opere stru­men­tali e vocali. In segui­to si dedicò alla ricer­ca e alla let­tura di par­ti­ture antiche, soprat­tut­to di poli­fon­isti di scuo­la vene­ta. Fondò la col­lana «I clas­si­ci musi­cali ital­iani». Viene ricorda­to pure Andrea Grazi­oli, lau­re­atosi in med­i­c­i­na all’ di Pado­va, chiam­a­to nel 1567 a curare la peste. Pub­blicò i risul­tati delle sue espe­rien­ze in un libro che gli valse rino­man­za e sti­ma uni­ver­sale. Grecista e latin­ista, las­ciò impor­tan­ti opere anche in cam­po let­ter­ario e filosofi­co. L’in­au­gu­razione del Palaz­zo del tur­is­mo è sta­ta effet­tua­ta dal sin­da­co Pao­lo Ele­na, dal viceprefet­to Giac­cani, dal­l’on. Adri­ano Paroli, dal­l’asses­sore provin­ciale , che è di casa, dal par­ro­co, don Gian­fran­co Masch­er, e dal pro­fes­sor Foglio, che ha cura­to la stesura delle biografie.

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