Novecento studenti iniziano l’anno scolastico nella nuova struttura, fiore all’occhiello della Provincia. Ieri l’inaugurazione, è costato 6,5 milioni di euro e 3 anni di lavori

Liceo Fermi formato de luxe

13/09/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

E’ sta­to vera­mente un inizio d’anno sco­las­ti­co all’insegna delle novità quel­lo vis­su­to ieri dai qua­si nove­cen­to stu­den­ti del Liceo statale «Fer­mi» di Salò. I ragazzi si sono infat­ti pre­sen­tati nel nuo­vo edi­fi­cio di Cam­pov­erde, alle spalle del­la caser­ma dei . Real­iz­za­to su prog­et­to del­lo stu­dio Fass­er-Met­ti­fo­go di Bres­cia, il com­p­lesso è costa­to alla Provin­cia 6 mil­ioni e 445 mila euro. Quat­tro gli edi­fi­ci, con una vol­ume­tria di 33.300 metri cubi e una super­fi­cie lor­da di pavi­men­to di ottomi­la metri qua­drati. Le due palazz­ine, una di col­ore azzur­ro, l’altra verde, ospi­tano aule, lab­o­ra­tori, uffi­ci e un audi­to­ri­um in gra­do di accogliere 350 per­sone. La terza, gial­la, accoglierà la e il bar, con la pos­si­bil­ità di alle­stire anche la men­sa (toc­cherà al gestore sta­bilire il servizio da effet­tuare, sul­la base delle richi­este). L’ultimo edi­fi­cio, di col­ore ocra, è adibito a palestra. Il con­tin­uo aumen­to degli stu­den­ti ha indot­to ad abban­donare l’idea del­la foreste­ria da uti­liz­zare per scam­bi cul­tur­ali con altre scuole: meglio un mag­gior numero di aule. Diret­ti dall’ingegner Car­lo Laz­za­roni di palaz­zo Bro­let­to, i lavori, iniziati nel giug­no 2002, sono ter­mi­nati in queste set­ti­mane. Da parte sua, il Munici­pio ha spe­so un mil­ione di euro per sis­temare le aree esterne. Man­cano anco­ra le asfal­tature e i col­lega­men­ti con la sovras­tante stra­da provin­ciale Tormi­ni-Vil­la-Cunet­tone. I pull­man, per ora, las­ciano i ragazzi nel trat­to com­pre­so tra la caser­ma dei cara­binieri e la chiesa di Cam­pov­erde. Ovvi­a­mente, un ritorno a scuo­la così impor­tante è sta­to cel­e­bra­to adeguata­mente, con una cer­i­mo­nia nell’auditorium alla pre­sen­za di Giuseppe Colo­sio, diri­gente del Csa (l’ex Provved­i­tora­to), degli asses­sori provin­ciali e Francesco Maz­zoli, del pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana Par­co Bruno Faus­ti­ni, di , numero uno dell’Ateneo e del­la , e del sin­da­co di Salò , scor­ta­to da Gualtiero Comi­ni (Pub­bli­ca istruzione) e Bernar­do Berar­dinel­li (Lavori pub­bli­ci). La pre­side, Lil­iana Aimo Peri­no, ha ricorda­to che il Liceo salo­di­ano è nato nel 1965, e che all’epoca ave­va 36 iscrit­ti: solo 19 arrivarono al diplo­ma di matu­rità, a dimostrazione del­la sever­ità dei docen­ti e del lim­i­ta­to tal­en­to dei ragazzi. Il sin­da­co Cipani ha invece ricorda­to i traslochi: dalle prime aule nell’ex macel­lo, in via Rive, all’ospitalità provvi­so­ria con­ces­sa dalle suore Ancelle in via Gas­paro; poi i tan­ti anni in via Fan­toni (ex caser­ma degli , con l’aggiunta dell’ex orfan­otrofio Tosi-Gen­tili e, suc­ces­si­va­mente, del­la Casa del­la Gio­vane di via S.Jago, del­la par­roc­chia). Adesso la nuo­va, splen­di­da realtà. «Siamo par­ti­co­lar­mente orgogliosi di quest’opera — ha sot­to­lin­eato Paroli­ni -. La scuo­la bres­ciana è un esem­pio per tut­ta l’Italia». E Maz­zoli: «L’immobile è qua­si ulti­ma­to. Man­cano poche rifini­ture. Ques­ta è la scuo­la supe­ri­ore in cui l’amministrazione provin­ciale ha mes­so più risorse, ed è la più impor­tante». Ricor­diamo che l’operazione è sta­ta con­cepi­ta e svilup­pa­ta (nel­la fase iniziale) dai salo­di­ani Giampao­lo Comi­ni, allo­ra asses­sore alla Pub­bli­ca istruzione a palaz­zo Bro­let­to, ora pre­side delle medie in Valte­n­e­si, da Gio­van­ni Cigognetti, a quei tem­pi sin­da­co, e dall’assesore Mongiel­lo. Colo­sio ha par­la­to di una «grande real­iz­zazione, sen­za ricor­rere ai residui di bilan­cio». Per Faus­ti­ni «Le stanze e i muri del vec­chio liceo di via Fan­toni par­lano di sac­ri­fi­cio, gioie, dolori e qualche goliar­da­ta. La nuo­va sede è anco­ra fred­da, e per ora rac­con­ta solo la fat­i­ca dei mura­tori. Ma in futuro avrà un’anima». Al ter­mine dell’inaugurazione è sta­to pre­sen­ta­to il vol­ume «Let­tere dal Gar­da»: 300 pagine con la traduzione delle let­tere di David Her­bert Lawrence, lo scrit­tore di «L’amante di Lady Chet­ter­ley», che ha trascor­so sette mesi a Gargnano. Lo han­no fir­ma­to gli stu­den­ti, coor­di­nati dal pro­fes­sor Mas­si­mo Sgarbi.