Inaugurata da monsignor Amari la sacra rappresentazione dei volontari del Borgo al parco delle Rimembranze

Presepe per le madri bambine

03/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

«Questo pre­se­pio invi­ta a pen­sare a tut­ti i pre­sepi di povertà che si vivono quo­tid­i­ana­mente nel sud del mon­do». È con queste parole che il vesco­vo emer­i­to di Verona, mon­sign­or Giuseppe Amari, ha inau­gu­ra­to ieri la grande sacra rap­p­re­sen­tazione allesti­ta per il ses­to anno con­sec­u­ti­vo dai volon­tari del Bor­go. Un maxi benefi­co: l’obiettivo è rac­cogliere fon­di per aiutare l’opera di un mis­sion­ario impeg­na­to nel nord-est del Brasile, padre Adol­fo Ser­rip­ier­ro. E padre Adol­fo ieri era a Gar­da, emozion­atis­si­mo, a salutare di per­sona i sosten­i­tori del­la sua opera. «Gra­zie agli ami­ci di Gar­da», ha det­to il mis­sion­ario, «abbi­amo potu­to aiutare tante ragazze che spes­so devono vendere il pro­prio cor­po per man­tenere i pro­pri figli. Molte han­no appe­na dod­i­ci, quat­tordi­ci anni. A volte sono state abban­do­nate da bam­bine, han­no con­dot­to una vita di mis­e­ria. Oggi pos­sono riscat­tar­si: l’aiuto dei garde­sani fa loro dimen­ti­care la memo­ria cat­ti­va del pas­sato, fa dire loro che non daran­no ai loro figli la sof­feren­za che han­no vis­su­to. Così Gesù con­tin­ua a nascere». E sono già cinque­cen­to le madri-bam­bine di For­t­aleza, spes­so vit­time del tur­is­mo ses­suale, che han­no potu­to essere soc­corse con i fon­di ver­sa­ti dai vis­i­ta­tori del grande pre­se­pio di Gar­da. Fon­di servi­ti anche a met­tere in pie­di cor­si pro­fes­sion­ali. «Ne vale la pena, potete cred­er­lo» ha det­to padre Adol­fo. Col taglio del nas­tro del pre­se­pio garde­sano si sono aperte le man­i­fes­tazioni del lunghissi­mo cal­en­dario del tra gli olivi a Gar­da. «Al pre­sepe dei volon­tari del Bor­go», ha osser­va­to il sin­da­co Gior­gio Comenci­ni, «spet­ta il dirit­to di pri­mo­gen­i­tu­ra sul nos­tro Natale tra gli olivi». E in effet­ti l’intera man­i­fes­tazione ha pre­so le mosse pro­prio dal cres­cente suc­ces­so del mega pre­se­pio. Un suc­ces­so più che gius­ti­fi­ca­to: decine e decine di stat­ue a grandez­za nat­u­rale, centi­na­ia di metri di stof­fa uti­liz­za­ti per con­fen­zionare i cos­tu­mi, centi­na­ia di attrezzi e di ogget­ti des­ti­nati ad arric­chire le varie scene. Quest’anno c’è una novità: dai gia­r­di­ni del pala­con­gres­si si è sposta­to al vici­no par­co del­la Rimem­bran­za, alla foce del tor­rente Gusa. Guadag­nan­done in fas­ci­no. Accan­to al bazar, alla bot­te­ga del faleg­name, ecco che è sor­to un muli­no, la cui pala è azion­a­ta dall’accqua del tor­rente. Su una bar­ca c’è un pesca­tore inten­to nel suo lavoro. Ragazz­i­ni get­tano la lenza nel fiu­mi­ci­at­to­lo. Dal ponte in leg­no è pos­si­bile avere un colpo d’occhio di tutte le scene. Sug­ges­ti­va la capan­na del­la Nativ­ità. «Il figlio di Dio», ha com­men­ta­to mon­sign­or Amari — «per far­si uomo ha rin­un­ci­a­to a tut­to, tranne che ad una fon­da­men­tale realtà umana: la famiglia, la ric­chez­za più grande dell’umanità e del­la soci­età. Questo pre­sepe ci aiu­ta a ricor­dar­lo oggi che la famiglia è asse­di­a­ta da tante sfide». Il cal­en­dario del Natale tra gli olivi di Gar­da prevede oggi alle 15 il con­cer­to ban­dis­ti­co del­la Val di Non e alle 20,30 i can­ti natal­izi del coro La Roc­ca. Domani, alle 18,30 al bar Riv­iera si pre­sen­ta il libret­to di Fabio Gag­gia «Alle orig­i­ni del­la Cor­po­razione degli antichi orig­i­nari di Garda».

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