Recuperata una pagina di storiografia locale dopo i lavori di risistemazione e di consolidamento nella contrada di Biaza

Scoperto il mistero, la chiesa è dei Brenzoni-Stella

27/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

Appartene­va alla famiglia Bren­zoni, ramo col­lat­erale degli Stel­la, la chiesa che si tro­va a Biaza, una frazione sopra il paese di Castel­let­to di Bren­zone. Un sospet­to che gli sto­ri­ografi locali ave­vano già ma che ha rice­vu­to con­fer­ma da poco. Nel­la chiesa sono iniziati una serie di lavori per la rimes­sa a nuo­vo degli affres­chi interni e il con­sol­i­da­men­to del­la strut­tura muraria. La con­fer­ma del­la pro­pri­età del­la chiesa è data dal­la pre­sen­za del­lo stem­ma gen­tilizio del­la famiglia. «La famiglia Bren­zoni del Leone, cioé il ramo prin­ci­pale, ha uno stem­ma con un leone ram­pante e bande diag­o­nali oro e rosso, i col­ori che la carat­ter­iz­zano. Ed è quel­lo che è diven­ta­to anche lo stem­ma del Comune», dice Sig­nori­ni, il restau­ra­tore incar­i­ca­to dei lavori. «Nel­la chiesa ce n’è un altro che mantiene gli stes­si col­ori del­la famiglia, oro e rosso, ma cam­bia in alcu­ni aspet­ti. Le bande diag­o­nali diven­tano strisce oriz­zon­tali, sparisce che viene sos­ti­tu­ito appun­to con tre stelle». Del­la pre­sen­za del­la famiglia Bren­zoni nel Comune omon­i­mo si era a conoscen­za men­tre vaghe, era­no, le notizie su quel­la del ramo Stel­la. «I sag­gi effet­tuati sull’unica parete dip­in­ta han­no evi­den­zi­a­to la pre­sen­za di due dis­tin­ti strati di affres­chi», con­tin­ua Erminio Sig­nori­ni. «Uno è del ’300, gli altri dal­lo stile sem­bra­vano risalire al peri­o­do tra la fine del ’400 e l’inizio del ’500». E pro­prio questi ulti­mi ritrag­gono alcu­ni per­son­ag­gi inginoc­chiati davan­ti a una Madon­na. Ai pie­di di ognuno di essi sono indi­cati il nome di bat­tes­i­mo e il patron­im­i­co, cioé quel­lo del padre. Spic­ca un messere Polo fu Delal­do cir­conda­to da mem­bri del­la famiglia. «Non conosce­vo lo stem­ma e i nomi dei per­son­ag­gi mi han­no incu­rios­i­to, così ho cer­ca­to di rin­trac­cia­re chi fos­sero. Mi inter­es­sa­va soprat­tut­to pot­er datare con esat­tez­za il dip­in­to che, dal­lo stile del­la pit­tura, dai vesti­ti e dal­lo sfon­do, si pote­va pen­sare fos­se del ’500». Nel­la di Verona ci sono apposi­ti volu­mi che ripor­tano stem­mi e genealo­gie delle prin­ci­pali famiglie verone­si. Una ricer­ca d’archivio ha per­me­s­so di sta­bilire che i per­son­ag­gi ritrat­ti sono alcu­ni mem­bri del ramo Stel­la, Pao­lo con la moglie Loren­za, i figli e alcu­ni nipoti, vis­su­ti a cav­al­lo tra il ’400 e il ’500. Nel­la chiesa inoltre c’è una tom­ba e alcune stuc­ca­ture fan­no ipo­tiz­zare la pre­sen­za di un sar­cofa­go infis­so nel­la parete. L’edificio, più che altro una cap­pel­la del bor­go e non una vera e pro­pria chiesa par­roc­chiale, potrebbe anche quin­di essere sta­ta la tom­ba di famiglia di alcu­ni espo­nen­ti dei Bren­zoni Stel­la.

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