L’Adasm-Fism promuove 8 giorni scanditi da giochi, musica e intrattenimenti per avvicinare figli e genitori. Un progetto di solidarietà per la Tanzania. Stand sul poliziotto di quartiere

«Seridò» fa sognare l’infanzia

19/04/2005 in Fiere
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Il par­adiso dell’infanzia e degli adul­ti che vogliono tornare bam­bi­ni è sem­pre più grande. «Seridò», man­i­fes­tazione orga­niz­za­to a Mon­tichiari dall’Adasm-Fism di Bres­cia, si arti­col­erà quest’anno su uno spazio di 37 mila mq cop­er­ti occu­pan­do tut­to lo spazio mes­so a dis­po­sizione dal Cen­tro fiera. All’evento che si aprirà saba­to prossi­mo sono attese almeno 120 mila per­sone. Ma la nona edi­zione di Seridò non sarà mega soltan­to negli spazi, ma anche e soprat­tut­to nelle attrazioni e nelle final­ità. «Offrire­mo giochi ed espe­rien­ze uniche — ha sot­to­lin­eato ieri in sede di pre­sen­tazione dell’iniziativa il seg­re­tario orga­niz­za­ti­vo Fabio Bet­ti -. Anche quest’anno, degli otto giorni del­la man­i­fes­tazione, tre saran­no ded­i­cati esclu­si­va­mente alle scuole mater­ne, dove i bam­bi­ni, insieme ai loro inseg­nan­ti, saran­no pro­tag­o­nisti di espe­rien­ze diver­ten­ti e for­ma­tive». Una man­i­fes­tazione che rap­p­re­sen­ta, per Adasm-Fism, asso­ci­azione che rac­coglie le scuole materie d’ispirazione cat­toli­ca, la parte cen­trale del prog­et­to «Grande famiglia», dove «tut­ti i bam­bi­ni han­no dirit­to ad una casa e ad una famiglia per crescere feli­ci». Aspet­to impor­tante sot­to­lin­eato anche da Loren­zo Albi­ni, pres­i­dente dell’Adasm di Bres­cia che ha chiar­i­to come «queste gior­nate siano davvero momen­ti irripetibili per la seren­ità e l’unità delle famiglie, per il rap­por­to sereno tra gen­i­tori e figli». Un luo­go dove i bam­bi­ni trovano uno spazio immen­so per met­tere alla pro­va i loro tal­en­ti «dove han­no la sen­sazione di possedere il mon­do intero» ha spie­ga­to Mar­ti­no Mas­soli, pres­i­dente Fism regionale. A Lui­gi Morgano, nel­la duplice veste di seg­re­tario nazionale del­la Fed­er­azione ital­iana scuole mater­ne e di vicesin­da­co di Bres­cia, è toc­ca­to il com­pi­to di descri­vere l’attività preziosa ed insos­ti­tu­ibile delle scuole mater­ne «di ispi­razione cris­tiana del­la cit­tà e del­la provin­cia di Bres­cia, isti­tuzioni educa­tive che svol­go­no un servizio pub­bli­co sen­za final­ità di lucro, aper­to a tut­ti i bam­bi­ni. Sono le scuole più vicine alle comu­nità locali, per­ché nate per vol­ere delle stesse, espres­sione di cul­tura e val­ori pro­fon­da­mente rad­i­cati». L’Adasm-Fism di Bres­cia asso­cia 274 scuole con cir­ca 20 mila bam­bi­ni iscrit­ti e per essi esiste un pro­gram­ma annuale enfa­tiz­za­to da don Ange­lo Chi­ap­pa, assis­tente eccle­si­as­ti­co delle scuole Adasm-Fism, con pro­poste che «inten­dono creare sen­si­bil­ità, con­sapev­olez­za e ani­mazione intorno temi e val­ori par­ti­co­lar­mente impor­tan­ti e deci­sivi per l’universo del bam­bi­no, del­la famiglia e del­la scuo­la, con una pro­gram­mazione che dura tut­to l’anno e che tro­va in Seridò un grande momen­to di fes­ta e di inter­scam­bio». Quest’anno Seridò pro­por­rà anche un grande prog­et­to di sol­i­da­ri­età per i bam­bi­ni orfani o abban­do­nati in un vil­lag­gio del­la Tan­za­nia, dove opera don Tar­ci­sio Moreschi, un par­ro­co bres­ciano. Infat­ti l’Adasm-Fism, in col­lab­o­razione con «Sen­za Con­fi­ni onlus» e con l’Ufficio Mis­sion­ario Dioce­sano pro­por­rà «Tumai­ni, un sac­co di sper­an­za». In prat­i­ca ai bam­bi­ni di Seridò ver­rà con­seg­na­to un sac­chet­to di plas­ti­ca, con la scrit­ta «Un sac­co di sper­an­za», nel­la quale i pic­coli vis­i­ta­tori potran­no inserire un loro dis­eg­no del­la famiglia o del paese di prove­nien­za, alcu­ni prodot­ti ali­men­ta­ri ed un pic­co­lo gio­cat­to­lo in buono sta­to. Ogget­ti che ver­ran­no con­seg­nati ai bam­bi­ni di Tumai­ni, in Tan­za­nia, dove esiste un prog­et­to da 30 mila euro per la costruzione di una casa per bam­bi­ni ed un nuo­vo poz­zo di acqua puli­ta. Accan­to ai bam­bi­ni di Seridò sarà pre­sente quest’anno anche un grup­po di poliziot­ti besciani, incar­i­cati dal­la direzione del­la , con il com­pi­to di famil­iar­iz­zare i bam­bi­ni alla figu­ra del «poliziot­to di quartiere, che non deve essere vis­to come un gen­darme burbero ma un ami­co con cui ti puoi con­fi­dare» ha spie­ga­to il com­mis­sario capo Fed­er­i­ca Deledda.

Parole chiave: