Il Comune ha fatto un bilancio del diritto allo studio. In un anno la casa di Riposo ha preparato per le scuole quasi 76 mila pasti. Tre anni fa erano 2602, oggi sono 3169. Battisti e Fermi polo d’attrazione

Studenti, è una crescita continua

18/11/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò il numero degli stu­den­ti con­tin­ua a crescere: dai 2.602 del 2002-03, di cui 1.024 res­i­den­ti in loco e 1.578 nei pae­si vici­ni, si è pas­sati a 2.722 nel 2003-04 (1.067 + 1.651), dai 2.836 del 2004-05 (1.092 + 1.744) ai 3.020 dell’anno scor­so (1.161 + 1.869) agli attuali 3.169 (1.146 + 2.023). Il 64% giunge da fuori, il 36% da Salò, a dimostrazione del ruo­lo com­pren­so­ri­ale svolto dalle scuole supe­ri­ori. In quat­tro anni c’è sta­to un aumen­to di 567, pari al 22 per cen­to. Le fem­mine sono 1.692, più dei maschi (1.477). Il numero delle clas­si è sal­i­to da 106 (2002–03) a 130 (2004–05)e, ora, 138. Gli iscrit­ti dell’Istituto tec­ni­co «Cesare Bat­tisti» (ragione­r­ia, geometri, pro­gram­ma­tori, per­i­ti azien­dali, tur­is­ti­co, serale Sirio, diri­gente Cosi­mo Calò) sono pas­sati da 851 a 927, pro­prio lo stes­so iden­ti­co dato del Liceo «Enri­co Fer­mi» (sci­en­tifi­co, clas­si­co, lin­guis­ti­co, scien­ze sociali), che ne ave­va 866. La nuo­va sede, sul­la col­li­na di Cam­pov­erde, ha aper­to nel set­tem­bre 2004. In pas­sato la scuo­la era dis­lo­ca­ta in quat­tro edi­fi­ci: i due di via Fan­toni (l’ex orfan­otrofio e l’ex caser­ma degli ), nel­la Casa del­la par­roc­chia di via S. Jago e al Bat­tisti (un paio di aule). Come numero di allievi ven­gono poi le Ele­men­tari «Tere­sio Oliv­el­li» (368), le Medie «» (280) e la mater­na di via Montes­sori (176). Questi i dati emer­si dal piano per il dirit­to allo stu­dio 2006-07, approva­to dal con­siglio comu­nale col voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del­la Casa del­la lib­ertà, e con­trario delle mino­ranze. «La scuo­la dell’infanzia ha con­fer­ma­to i numeri dell’anno prece­dente — sot­to­lin­ea il vicesin­da­co Gualtiero Comi­ni, asses­sore alla cul­tura e pub­bli­ca istruzione- . La pri­maria è aumen­ta­ta di 20 unità, e le supe­ri­ori di 148. Le medie sono invece dimi­nu­ite di 28». I pasti (75.945 nel 2005-06, inclusi quel­li per gli inseg­nan­ti, 9.300 più dell’anno prece­dente) sono preparati e con­fezionati dalle cuoche del­la casa di riposo. I menù ven­gono scelti da gen­i­tori e docen­ti. I con­trol­li effet­tuati dall’Asl han­no sem­pre dato risul­tati con­for­t­an­ti dal pun­to di vista igien­i­co-san­i­tario. Spe­sa com­p­lessi­va 414 mila euro, di cui 40mila cop­er­ti dalle rette e 261 mila dalle tar­iffe (un pas­to viene paga­to tre euro e 80). Pre­vi­sione 2006-07: 465 mila euro. Per quan­to riguar­da il trasporto dei ragazzi, l’incarico è affida­to dal ’96 alla dit­ta Pao­lo Pel­le­gri­ni, e si con­figu­ra come servizio pub­bli­co urbano. 980 i bigli­et­ti ven­du­ti in media ogni mese, a 0,90 euro cias­cuno (la cifra sta­bili­ta dal­la Regione), rispet­to a 0,75 dell’anno scor­so, più 49 abbona­men­ti, a 22 euro, rispet­to ai 24,27 indi­cati dal Pirellone. Il cos­to del trasporto è sta­to di 86.500 euro, cui bisogna aggiungerne 18.500 per un paio di accom­pa­g­na­tori, for­ni­ti dal­la coop­er­a­ti­va La Cor­da­ta di Roè Vol­ciano, e 6mila per gli extra (ragazzi del­la frazione di Serni­ga, gite, vis­ite di istruzione). Totale: 111 mila, che ora dovreb­bero diventare 134 mila. L’assistenza ad per­son­am (dod­i­ci i dis­abili segui­ti) è svol­ta dal­la coop­er­a­ti­va sociale «Ipote­si» di Bres­cia: da 140 mila euro si dovrebbe salire a 175 mila. I lib­ri sono for­ni­ti gra­tuita­mente ai bam­bi­ni delle ele­men­tari (onere a cari­co del munici­pio 23 mila euro); per gli stu­den­ti delle medie e delle supe­ri­ori, con­cor­dati scon­ti di varia entità. A sosteg­no del­la pro­gram­mazione educa­ti­va e didat­ti­ca, ver­ran­no ero­gate risorse per com­p­lessivi 84 mila euro, cui bisogna aggiun­gere 36 mila euro alla mater­na «Maria Trivero» di Vil­la e altret­tan­ti alla «Pao­la di Rosa». «Per l’individuazione delle somme da met­tere a dis­po­sizione delle varie realtà — con­clude Comi­ni — ho tenu­to con­to delle richi­este avan­zate da ogni scuo­la, del numero degli iscrit­ti e del­la neces­sità di garan­tire deter­mi­nati servizi».

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