In crescita continua l’attività di Garda Solidale a favore dei bimbi e della popolazione bielorussa

Venerdì 6 dicembre prossimo assemblea

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Il prossi­mo 6 dicem­bre la Sala Pelér di Palaz­zo Tode­s­chi­ni ospiterà l’assemblea aper­ta dell’Associazione Gar­da Sol­i­dale, che pre­sen­terà il Prog­et­to 2003 per l’ospitalità ai bam­bi­ni di Cher­nobyl ed i con­vogli uman­i­tari per la Bielorus­sia. A propos­i­to di questi ulti­mi, nel lan­cia­re la rac­col­ta dei pac­chi famiglia che sali­ran­no a Gomel, Viet­ka, Min­sk — o dovunque c’è bisog­no – nel­la prossi­ma pri­mav­era, si farà un bilan­cio del­la “carovana” che è appe­na tor­na­ta dal Paese ex sovi­eti­co dove ha con­seg­na­to alle autorità, con­for­t­a­ta dall’alacre e pun­tuale oper­a­tiv­ità di Ili­ja Danilov, respon­s­abile di Gar­da Sol­i­dale a Gomel, trenta let­ti da ospedale, mat­eras­si com­pre­si (dono dell’ospedale civile di Lec­co); apparec­chia­ture por­tati per la radio­di­ag­nos­ti­ca; sup­pel­let­tili san­i­tarie; 170 pac­chi famiglia, con­te­nen­ti generi di pri­ma neces­sità. Il tut­to trasporta­to da un tir e da dod­i­ci camper.Dell’Associazione Gar­da Sol­i­dale abbi­amo già avu­to modo di occu­par­ci, soprat­tut­to con la con­sid­er­azione che si trat­ta di un sodal­izio di volon­tari­a­to in costante con­tro­ten­den­za: infat­ti la sua attiv­ità non segue l’involuzione che sem­bra toc­care da tem­po ormai il set­tore, ma al con­trario è in con­tin­ua e costante espan­sione sull’intero ter­ri­to­rio regionale. Negli ulti­mi anni, infat­ti, è rius­ci­to gra­zie alla col­lab­o­razione di centi­na­ia di famiglie ad ospitare nei mesi estivi non meno di 4.000 ragazzi; il mate­ri­ale sino ad ora rac­colto è sta­to sti­pa­to in più di 2000 scat­oloni; i sog­giorni estivi vedono annual­mente arrivare nell’arco di tre mesi più di 450 bam­bi­ni: appun­to i bam­bi­ni di Cher­nobyl .E’ dunque rad­i­ca­ta Gar­da Sol­i­dale, anche se non è “anti­ca” se è vero che il pres­i­dente-fonda­tore, Fabio Perin, affronta da pochi mesi il ter­zo manda­to con­sec­u­ti­vo, che si iden­ti­fi­ca con la vita del­la stes­sa asso­ci­azione.- Pres­i­dente Perin, due cicli sociali si sono con­clusi: coin­ci­dono con la nasci­ta e l’affermarsi del sodal­izio. Il bilan­cio e, nat­u­ral­mente, un po’ di sto­ria li las­ci­amo doverosa­mente a lei.“L’idea di cos­ti­tuire un’associazione come Gar­da Sol­i­dale mi è venu­ta nel 1996, sostanzial­mente come svilup­po dell’attenzione e del­la con­se­quen­ziale disponi­bil­ità mat­u­rate da espe­rien­ze dirette prece­den­ti. In con­cre­to: ave­vo conosci­u­to le dif­fi­coltà e i prob­le­mi di trop­pi bam­bi­ni toc­cati nel­la carne viva dal dis­as­tro di Cher­nobyl e, con­tem­po­ranea­mente, inser­i­ti in una soci­età dis­ori­en­ta­ta e resa più povera pro­prio dal­la sci­agu­ra nucleare”.- Atten­zione e disponi­bil­ità evi­den­te­mente apparten­gono alla sua sen­si­bil­ità. Ci può trac­cia­re una sua breve biografia?“Anche se preferirei evitare, dici­amo che sono desen­zanese, ho una mia famiglia, lavoro come dipen­dente del Servizio Infor­mat­i­ca dell’Azienda Ospedaliera di Desen­zano. Alla mia cit­tà sono forte­mente lega­to”. — Com’è nata Gar­da Sol­i­dale?“ Soprat­tut­to da ques­ta con­sid­er­azione: c’è chi ha bisog­no e chi può rispon­dere a questo bisog­no. Io mi sono pos­to da ques­ta parte ed ho pen­sato che la lib­ertà del mio tem­po pote­va avere ris­volti utili agli altri. Cer­to, da solo avei potu­to fare poco, anche se ave­vo tut­to ben chiaro in tes­ta e nel cuore. Allo­ra ho cer­ca­to di coin­vol­gere chi mi sta­va più vici­no, ami­ci e così via. Ho spie­ga­to che cosa ave­vo in mente, ho chiesto la mas­si­ma disponi­bil­ità, ho trova­to le prime risposte. In sei, il 15 set­tem­bre 1996, abbi­amo fonda­to l’associazione e, al 31 dicem­bre del­lo stes­so anno, ave­va­mo già 250 bam­bi­ni da ospitare”- Cioè: è par­ti­to dal nul­la ed è arriva­to a gestire una realtà che oggi con­s­ta di…“Abbiamo un diret­ti­vo di nove per­sone, ma i volon­tari che fan­no capo diret­ta­mente alla mia ges­tione sono una quar­an­ti­na oper­an­ti in tut­ta la Lom­bar­dia. Par­ti­co­lar­mente del­i­ca­to è il com­pi­toche ho in pri­ma per­sona, di man­tenere i rap­por­ti con il Gov­er­no bielorus­so e con quel­lo ital­iano, vista la com­p­lessità che nec­es­sari­a­mente accom­pa­gna ogni nos­tro atto. Non vor­rei, però, che si accred­i­tasse un’immagine di accen­tra­men­to: non sono cer­to quel tipo di pres­i­dente. Piut­tosto, ho cer­ca­to di capire chi mi sta­va intorno e cre­do di essere rius­ci­to a tirar fuori da cias­cuno le poten­zial­ità migliori. Così, oggi, anche se mag­a­ri le per­sone cam­biano, Gar­da Sol­i­dale è in gra­do di fun­zionare sem­pre e, las­ci­ateme­lo dire, di lavo­rare bene”.- Qua­si si trat­tasse di un’azienda…“Credo che il paragone sia gius­to, almeno sul piano con­cettuale. Del resto lo con­fer­ma l’oggettività delle cifre. Muovi­amo qua­si cinque­cen­to ragazzi in tre mesi; coin­vol­giamo altret­tante famiglie; siamo impeg­nati nel­la rac­col­ta degli aiu­ti uman­i­tari e nell’organizzazione delle spedi­zioni: tir, camper e così via. Se uno vuole lavo­rare ha da cavar­si la voglia”.- Soddisfazioni?“Non le sol­leciti­amo, ma ce ne sono. E tante. Soprat­tut­to ci ven­gono dalle famiglie e dai ragazzi. A me per­sonal­mente, poi, giun­gono anche par­ti­co­lar­mente gra­dite quelle dei col­lab­o­ra­tori. Pen­si che abbi­amo sem­i­na­to bene, soprat­tut­to se si riflette sul fat­to che nes­suno, ma pro­prio nes­suno di noi ha un qualche ritorno eco­nom­i­co od util­ità per­son­ale, sot­to qualunque for­ma. Anzi, ci giochi­amo tut­to il nos­tro tem­po libero. Anche se lo fac­ciamo molto, molto , molto volen­tieri e cre­di­amo appas­sion­ata­mente in quel­lo che fac­ciamo. Se mi con­sente un pic­co­lo rifer­i­men­to auto­bi­ografi­co, sono rimas­to piacevol­mente grat­i­fi­ca­to dall’attenzione che le mas­sime autorità region­ali bielorusse ed i media nazion­ali di lassù han­no ris­er­va­to a Gar­da Sol­i­dale ed anche a me. Qualche dif­fi­coltà l’ho avu­ta nei pri­mi approc­ci con le tele­camere dei mag­giori tele­gior­nali; poi la pas­sione e la voglia di dire sem­pre e comunque quel­lo che pen­so mi ha fat­to super­are ogni osta­co­lo”.- C’è qual­cuno che vor­rebbe par­ti­co­lar­mente ringraziare?“Tante per­sone, troppe per non cor­rere il ris­chio di dimen­ti­carne qual­cu­na. Nel ringrazi­a­men­to col­let­ti­vo e di cuore vor­rei solo ritagliare una citazione per la Bres­cia Tour di Mau­r­izio Zanet­ti, che ci ha sem­pre assis­ti­ti nei trasporti e per l’avvocato Gabriel­la Ciancetta, che ci fa da con­sulente legale. Sono due set­tori par­ti­co­lar­mente del­i­cati e impor­tan­ti, che questi due ami­ci cura­no davvero alla grande”.- Ho vis­to che avete anche un sito inter­net. Chi l’ha voluto?“Ovviamente il sot­to­scrit­to, anche per propen­sione pro­fes­sion­ale. Così l’ho stu­di­a­to e costru­ito in pri­ma per­sona, imp­ie­gan­do le ore ser­ali, a casa. Il sito ha avu­to un bel suc­ces­so, se è vero che i dati di aggior­na­men­to quo­tid­i­ano indi­cano un trend intorno agli ottan­ta­mi­la con­tat­ti annui, come cer­ti­f­i­cano le sta­tis­tiche del gestore”. Infine la con­sue­ta, doverosa seg­nalazione, che non ci stancher­e­mo mai di ripetere: chi voglia saperne di più — e mag­a­ri con­tribuire conc­re­ta­mente — può riv­ol­ger­si alla sede cen­trale di Gar­da Sol­i­dale, a Desen­zano, in via 14, tele­fono 030.9120099 / 9120757, fax 030.9993887; ind­i­riz­zo di pos­ta elet­tron­i­ca: garda.solidale@gardasolidale.org; sito Inter­net www.gardasolidale.org. Si può anche com­piere un gesto di sol­i­da­ri­età attra­ver­so il con­to cor­rente ban­car­io 12400, aper­to pres­so l’a­gen­zia Desen­zano 1 del Ban­co di Brescia.Concludendo: Gar­da Sol­i­dale avrebbe potu­to rimanere un sem­plice comi­ta­to di ambito comu­nale. Gra­zie all’iniziativa ed alla per­son­al­ità di Fabio Perin ha invece acquis­to una dimen­sione ed una autorev­olez­za inter­nazion­ali. Una sor­ta di glob­al­iz­zazione del bene: “In ques­ta cre­di­amo anche noi”.