lunedì, Luglio 22, 2024
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«Non portano vantaggi e sono un costo per le amministrazioni Bisogna riqualificare il lago e il tipo di servizi che si vogliono offrire». Giuseppe Lorenzini, presidente dell’Ugav, chiede «politiche del territorio lungimiranti e di qualità»

«Turismo, basta seconde case»

Non ha dubbi il presidente dell’Ugav Giuseppe Lorenzini, che «per migliorare l’offerta turistica sul lago e quindi per incrementare il servizio, è necessario adottare politiche del territorio lungimiranti e di qualità». Di più: «Solo da un confronto costruttivo con le amministrazioni e solo con il coinvolgimento degli enti deputati, si possono individuare percorsi vantaggiosi per il Garda e per gli operatori alberghieri che ci lavorano». Pungente: «Il turismo di massa offerto dai mega-complessi e l’aumento delle residenze stagionali rappresentano più un costo che un reale vantaggio. E’ arrivato il momento di intervenire». Cioè, fermare il business? «Cioè fare veramente il bene del lago. Mi spiego: chi ha la casa a Lazise e ci passa solo 20 giorni all’anno, rappresenta comunque un costo per l’amministrazione locale che deve organizzare i servizi pubblici anche per gli altri 345 – dalla raccolta dei rifiuti alle fogne, fino all’acquedotto – sulla base del reale numero di abitazioni presenti sul territorio. Allora, quel residente temporaneo – che ha bisogno di infrastrutture come tutti gli altri che vivono l’intero anno nel paese – mi costringe ad affrontare costi che di fatto non rappresentano la reale necessità della popolazione, perchè il dato è sfalsato dalla sua presenza estiva. Insomma, bisogna intervenire alla base prima di arrivare a situazioni limite». È comunque turismo anche quello alimentato dalle seconde o terze case. «Sì, ma è un turismo che costa troppo e che non porta vantaggi al settore. Mi spiego meglio: a Garda i residenti reali sono 3500, ma i posti letto offerti dalle seconde case sono 12 mila. Capito la portata del gap?». Le soluzioni? «Stendere piani regolatori più oculati per evitare il proliferare di complessi con monolocali e miniappartamenti che di fatto stanno invadendo il territorio». Ma questo è campanilismo puro . «No, questo è puntare su una politica del territorio tesa a riqualificare il lago e il tipo di servizi da offrire al turista. Come Ugav crediamo che a questo punto sarebbe più utile riutilizzare in chiave turistica i volumi già esistenti anziché crearne di nuovi: esistono per esempio edifici dismessi, casolari o ville patrizie che, restaurati, permetterebbero di risparmiare altro “territorio” rendendo di fatto utili strutture in stato di abbandono. Questo, significherebbe anche maggior rispetto dell’ambiente».

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