Diga contro la variante al piano regolatore. Il sindaco: «Replicheremo in Consiglio»

«Il parco collinare sarà uno scempio»

05/03/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Torbole

La vari­ante gen­erale al piano rego­la­tore nel miri­no del­la Diga, il «coor­di­na­men­to fra asso­ci­azioni e comi­tati per la dife­sa del lago di Gar­da». Il movi­men­to, di cui è por­tav­oce Gian Pao­lo Bas­tia, che si era fat­to conoscere nel­l’area garde­sana per le grosse battaglie e per le suc­ces­sive polemiche nel vici­no comune di Coster­mano, ha infat­ti recen­te­mente deposi­ta­to in munici­pio un doc­u­men­to uffi­ciale con­te­nente delle «Osser­vazioni alla vari­ante gen­erale al Piano rego­la­tore», riadot­ta­ta dal Con­siglio comu­nale tor­re­sano il pri­mo dicem­bre 2001, dopo l’an­nul­la­men­to da parte del Tri­bunale regionale ammin­is­tra­ti­vo di Venezia nel set­tem­bre scor­so. «Con questo doc­u­men­to», ha spie­ga­to al tele­fono Gian Pao­lo Bas­tia- la Diga ha volu­to far conoscere il pro­prio pun­to di vista e la pro­pria posizione con­traria al piano adot­ta­to dal Comune di Tor­ri, evi­den­zian­do con l’aiu­to di un’es­per­ta urban­ista e pres­i­dente del­l’Or­dine degli ingeg­neri di Mod­e­na, l’ingeg­nere Elisa Abati, le moti­vazioni rispet­to a ques­ta posizione». Gli espo­nen­ti del­la Diga, infat­ti, han­no avu­to due incon­tri con il sin­da­co di Tor­ri Alber­to Vedovel­li per ottenere delu­ci­dazioni in mer­i­to all’im­por­tante stru­men­to urban­is­ti­co del paese e, suc­ces­si­va­mente, han­no deposi­ta­to il doc­u­men­to con cui non esi­tano a definire il piano come una «pre­vi­sione di scem­pio ambi­en­tale, in ambiti di par­co col­linare o riva lago». In par­ti­co­lare, l’indice del­la Diga è pun­ta­to anz­i­tut­to ver­so la zona del Par­co tur­is­ti­co- col­linare, pre­vista dal­la vari­ante gen­erale al Prg. Qui infat­ti, sec­on­do l’ingeg­nere Abati, «l’indice per­centuale indi­vid­u­a­to appare asso­lu­ta­mente spec­u­la­ti­vo». Sec­on­do i con­ti del­la per­izia tec­ni­ca redat­ta dal­la Abati infat­ti «se si volesse vera­mente fornire solo servizi d’ap­pog­gio, ris­toro e quan­t’al­tro per dare la pos­si­bil­ità ai tur­isti di fruire del par­co tur­is­ti­co-col­linare, sareb­bero suf­fi­ci­en­ti 1.200 metri quadri costru­ibili invece dei 4.900 pre­visti». Inoltre, l’in­car­i­ca­ta del­la Diga ril­e­va il «pesan­tis­si­mo impat­to pae­sag­gis­ti­co e ambi­en­tale di queste costruzioni lun­go la riva del lago» e il «notev­ole traf­fi­co cre­ato» nel­la zona e dovu­to a «cen­tri com­mer­ciali pre­visti sul­la pri­ma fas­cia col­linare e all’in­ter­no del par­co». Infine, la per­izia deposi­ta­ta in munici­pio ril­e­va come «la vari­ante gen­erale prevede e investe su una capac­ità inse­dia­ti­va teor­i­ca di 554 nuovi abi­tan­ti, cioè è sta­ta dimen­sion­a­ta qua­si al mas­si­mo del­l’in­cre­men­to teori­co, pre­vis­to in 600 abi­tan­ti». Preferisce non rispon­dere nel det­taglio alle accuse del­la Diga il sin­da­co Vedovel­li. «Non mi inter­es­sa affat­to entrare in una polem­i­ca di questo genere», pre­cisa il pri­mo cit­tadi­no «anche se questo potrebbe erronea­mente far credere che la nos­tra posizione sia di tor­to. Le osser­vazioni del­la Diga tro­ver­an­no rispos­ta adegua­ta nel­la sede oppor­tu­na, che è il con­siglio comu­nale. Ognuno è libero di incar­i­care i tec­ni­ci che crede e di avere le pro­prie opin­ioni rispet­to a tut­to. Abbi­amo avu­to due incon­tri, uno con Bas­tia ed uno con i loro tec­ni­ci, ed abbi­amo già det­to tut­to quel­lo che c’era da dire».

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