A Bogliaco il centro operativo dell’emergenza che coordina tutte le motovedette: il numero è il «1530». Sarà in servizio fino al 31 ottobre

La Guardia costiera riparte

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Pun­tuale scat­ta con l’inizio del­la sta­gione tur­is­ti­ca il servizio del­la sul . Da domani e fino al 31 otto­bre sarà oper­a­ti­va la motovedet­ta classe 862 apposi­ta­mente stu­di­a­ta per il soc­cor­so in acqua con qual­si­asi con­dizione meteo. Sedi­ci i mari­nai, agli ordi­ni del coman­dante Mar­co Ravanel­li, che dal­la mari­na di Bogli­a­co avran­no il com­pi­to di vig­i­lare sul­la sicurez­za dei diportisti e dei bagnanti.«La motovedet­ta è rimas­ta nel peri­o­do inver­nale anco­ra­ta nei cantieri del­la di Peschiera», dice Pier , seg­re­tario gen­erale del­la . Pro­prio la Comu­nità a fine anni Novan­ta mise sul tap­peto il tema del­la sicurez­za del­la da dipor­to e del coor­di­na­men­to degli inter­ven­ti d’emergenza. Un lavoro feb­brile che gra­zie alla col­lab­o­razione di isti­tuzioni, par­la­men­tari (molto atti­vo è sta­to sem­pre l’ex sen­a­tore ) e organ­is­mi locali ha per­me­s­so nel giug­no del 1999 di isti­tuire sul Gar­da il servizio di Guardia costiera. A dare un’accelerata all’iter fu la trage­dia con­suma­ta a fer­ragos­to del 1998 nelle acque dell’alto Gar­da: un’ imbar­cazione di tur­isti ingle­si si rovesciò cau­san­do la morte di tre per­sone, due di queste rimaste per ore aggrap­pate allo scafo pri­ma di scom­par­ire, stre­mate dal­la fat­i­ca, nel lago. L’anno dopo il via all’istituzione del­la Guardia costiera sul Gar­da, pas­san­do dai tre agli attuali sette mesi di servizio. L’obiettivo rimane però la per­ma­nen­za tut­to l’anno dei mari­nai d’acqua dolce. «Nei giorni scor­si», inter­viene Aventi­no Frau pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, «ho avu­to un incon­tro a Roma con l’ammiraglio Luciano Das­sat­ti, coman­dante gen­erale di tutte le cap­i­taner­ie di por­to ital­iane, per capire quali sono i mar­gi­ni di manovra al fine del­la cos­ti­tuzione di una cap­i­tane­r­ia di por­to del Gar­da: un dis­eg­no di legge in tal sen­so già giace in Parlamento».Intanto per i prossi­mi sette mesi tut­ta l’attività di coor­di­na­men­to di soc­cor­so sulle acque del lago di Gar­da, 24 ore su 24, dipen­derà dal­la Guardia costiera dis­lo­ca­ta sul­la spon­da occi­den­tale del Bena­co. «In prat­i­ca al nucleo oper­a­ti­vo di Bogli­a­co faran­no rifer­i­men­to tutte le chia­mate d’intervento (1530 il numero da com­porre) e sarà da qui che a sec­on­da del­la zona inter­es­sa­ta ver­ran­no aller­tati i mezzi nau­ti­ci di pron­to soc­cor­so», riprende Cere­sa, pron­to a sot­to­lin­eare come la migliore e più effi­ciente sin­er­gia con le unità di polizia, , vig­ili del fuo­co, , , 118 inter­provin­ciali e abbia per­me­s­so una più celere e sicu­ra cop­er­tu­ra del baci­no del più grande lago d’Italia.In quest’ottica van­no anche let­ti i numeri delle mis­sioni por­tate a ter­mine, l’anno scor­so, dal­la Guardia costiera: 110 inter­ven­ti, soc­cor­si 90 diportisti e 19 bag­nan­ti. Dati minori rispet­to al pas­sato, deter­mi­nati però pro­prio da una più profi­cua col­lab­o­razione tra le imbar­cazioni di soc­cor­so pre­sen­ti sul lago, come ave­va già avu­to modo di sot­to­lin­eare il coman­date del­la Guardia costiera, Mar­co Ravanel­li: «Siamo rius­ci­ti a inviare le imbar­cazioni più idonee e nel tem­po più breve, evi­tan­do come pote­va accadere negli anni prece­den­ti di man­dare cinque o sei unità nel­lo stes­so pun­to e lavo­ran­do così tut­ti di meno e meglio». A fian­co del­la motovedet­ta dota­ta di tut­ti gli stru­men­ti all’avanguardia in cam­po nau­ti­co (radar, ecoscan­daglio grafi­co, autopi­lota e bus­so­la elet­tron­i­ca) in dotazione ai 16 mari­nai, quat­tro con fun­zioni di coor­di­na­men­to a ter­ra, ci sarà anche un gom­mone 224, lun­go 7 metri e largo 3, che con­sen­tirà d’intervenire anche tra i can­neti e in luoghi dai fon­dali bassi.