Serit, Provincia e Consorzio Verona 2 tirano le somme. Coletto: «Avanti su tutto il Garda»

Rifiuti divisi: il lago brillae Peschiera dà l’esempio

Di Luca Delpozzo
Paolo Mozzo

Potrebbe essere un ter­no sec­co: 39; 44; 50. In realtà sono le per­centu­ali del­la dei rifiu­ti nel­la zona lago di Gar­da, per gli anni 2006, 2007 e 2008. «Una pro­gres­sione», dice, Luca Colet­to, tito­lare del set­tore ecolo­gia in Provin­cia, «che in qualche modo stupisce e riem­pie di soddisfazione».Brilla comunque Peschiera, il Comune pilota che a pri­mav­era ave­va este­so il servizio anche ai campeg­gi: in atte­sa dei dati finali, che includ­er­an­no le strut­ture tur­is­tiche, già la cur­va sta­tis­ti­ca seg­na un rial­zo: 55 per l’anno cor­rente (ril­e­vazione solo fino al 30 set­tem­bre) con­tro il 35 di soli 12 mesi pri­ma. «Mer­i­to delle ammin­is­trazioni», si entu­si­as­ma l’assessore, «e dei cit­ta­di­ni, che han­no capi­to l’importanza di una scelta per l’ambiente, nei fat­ti e nel quo­tid­i­ano. E adesso l’esperienza sarà este­sa anche al resto dei Comu­ni del­la riv­iera veronese». La riv­iera garde­sana, a rig­or di tabelle, è d’esempio, quan­to a sep­a­razione di rifiu­ti, appun­to, con le per­centu­ali del «ter­no». Anco­ra il caso Peschiera: il pro­to­col­lo di pri­mav­era, che san­ci­va il pas­sag­gio dal sem­plice «doppio cas­sonet­to» (sep­a­razione di car­ta e vetro) al «por­ta a por­ta» ha prodot­to sia una lievi­tazione dei numeri, che un risparmio per le casse comu­nali. «I con­ti si faran­no a fine anno, ma si aggir­eran­no tra i 150 e i 200mila euro», spie­ga Mau­r­izio Alfeo, diret­tore del­la Ser­it, la dit­ta che tec­ni­ca­mente cura il servizio. E il pres­i­dente, Ren­zo Cac­cia­tori, incalza: «Inve­stire­mo in tec­nolo­gia ma soprat­tut­to nel pro­pa­gan­dare i van­tag­gi del “por­ta a por­ta” anche nei Comu­ni che fino ad oggi si sono mostrati meno entu­si­asti o vir­tu­osi». Il «ter­no» del­la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta è comunque il risul­ta­to di un lavoro di grup­po: Provin­cia, Ser­it e Con­sorzio. «I seg­nali sono incor­ag­gianti», riv­ela il pres­i­dente di quest’ultimo ente, Domeni­co Bianchi, «viste le recen­ti richi­este di ade­sione anche da parte di Mal­ce­sine e Cavaion. Anche gli oper­a­tori eco­nomi­ci han­no capi­to, ormai, che questo seg­nale anda­va dato».Le cifre, sia per il «por­ta a por­ta» (Peschiera, Castel­n­uo­vo, Tor­ri e Bren­zone) che il «doppio cas­sonet­to» (Lazise, Bar­dolino, Gar­da e Mal­ce­sine), autor­iz­zano la sod­dis­fazione: «Il bel­lo è», inter­viene Thoa­mas Pan­di­an, diret­tore del Quadri­latero, «che il risul­ta­to è spes­so sta­to con­se­gui­to nei con­fron­ti dei tur­isti, non solo del­la popo­lazione res­i­dente. Seg­no che qual­cosa, anche nel­la men­tal­ità, sta cambiando».Lo sa bene Maris­tel­la Gras­si, con­sigliere del­e­ga­to per l’ecologia di Castel­n­uo­vo, Comune in cui si fan­no i con­ti con la benefi­ca quan­to «ingom­brante» pre­sen­za di . Tur­isti di un solo giorno e non nec­es­sari­a­mente «eco­logi­ca­mente cor­ret­ti». «Cer­to, per noi i mesi non tur­is­ti­ci sono anche quel­li dai com­por­ta­men­ti più vir­tu­osi. Ma con­tinuiamo il dial­o­go anche con ques­ta grande strut­tura, pro­prio per arrivare a creare nei vis­i­ta­tori un com­por­ta­men­to stan­dard più cor­ret­to». Medes­i­ma lunghez­za d’onda per i sin­daci pre­sen­ti all’incontro in Provin­cia. Gia­co­mo Simonel­li, al tim­o­ne dell’amministrazione di Bren­zone: «Sod­dis­fazione sì», dice riv­olto al pres­i­dente del Con­sorzio, «ma anche neces­sità di cor­ret­tivi, per fare di più e meglio. A noi, per esem­pio, farebbe como­do un’isola eco­log­i­ca, per ridurre la dis­per­sione dei mate­ri­ali imgom­bran­ti»., sin­da­co a Tor­ri, par­la poco ma sen­za incertezze: «Siamo par­ti­to col “por­ta a por­ta” tre anni fa e, in pochi mesi, abbi­amo vis­to la dif­feren­za. Nul­la da dire… con per­centu­ali ben oltre il 60 per cen­to la vera dif­feren­za sul piano dei risul­tati, mi sem­bra, appa­ia con chiarezza».Punto debole: l’estate tur­is­ti­ca: più alti i numeri, peg­giore la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta. Colet­to fis­sa il prossi­mo obi­et­ti­vo: «Esten­der­e­mo l’accordo già stip­u­la­to per i campeg­gi con Peschiera anche agli altri Comu­ni». Ovvero: se ha fun­zion­a­to lì non può fal­lire altrove. Tra un anno le somme e un altro «ter­no», forse con numeri più alti.