Attraverso 80 capolavori, per la prima volta, verranno messi a confronto diretto i più grandi pittori attivi nelle due città tra Rinascimento e Barocco

Lotto, Romanino, Moretto, Ceruti: I campioni della pittura a Brescia e Bergamo

29/09/2022 in Attualità, Mostre
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Di Redazione

“Berg­amo Bres­cia Cap­i­tale Ital­iana del­la Cul­turDal 21 gen­naio all’11 giug­no 2023, a Bres­cia accoglierà i cap­ola­vori dei più impor­tan­ti maestri dell’arte attivi tra il Cinque­cen­to e il Set­te­cen­to a Bres­cia e Berg­amo. Per la pri­ma vol­ta, la mostra Lot­to, Romani­no, Moret­to, Ceruti. I cam­pi­oni del­la pit­tura a Bres­cia e Berg­amo met­terà in dial­o­go la cul­tura e la pro­duzione artis­ti­ca espres­sa dalle due cit­tà durante i qua­si quat­tro sec­oli di dom­i­nazione veneziana.

L’esposizione, una delle più attese del pro­gram­ma per “Berg­amo Bres­cia Cap­i­tale Ital­iana del­la Cul­tura 2023”, cura­ta da Davide Dot­ti, orga­niz­za­ta dall’Associazione Ami­ci di Palaz­zo Mar­ti­nen­go, col patrocinio del­la Provin­cia di Bres­cia, del Comune di Bres­cia, del­la Fon­dazione Provin­cia di Bres­cia Even­ti, pre­sen­ta una selezione di oltre ottan­ta cap­ola­vori prove­ni­en­ti da collezioni pub­bliche e pri­vate sia ital­iane che estere, che darà vita a un vero e pro­prio der­by cul­tur­ale e artis­ti­co: i lavori dei gran­di maestri bres­ciani del Rinasci­men­to quali Fop­paRomani­no, Savol­do Gam­bara saran­no mes­si a con­fron­to con quel­li dei berga­m­aschi MoroniPal­ma il Vec­chio, Car­i­ani, Pre­vi­tali Lot­to — che visse e lavorò per oltre dod­i­ci anni nel­la Cit­tà dei Mille — per com­pren­dere come il comune sub­stra­to cul­tur­ale lom­bar­do, rav­vi­va­to dalle novità pro­poste dai pit­tori veneziani (Belli­ni e Tiziano in prim­is), abbia dato vita a lin­guag­gi espres­sivi in alcu­ni casi sim­i­lari, in altri antitetici.

Di estremo inter­esse sarà poi avvic­inare tele ese­gui­te nel cor­so del quin­to decen­nio del ‘500 da  e da Moroni che, in quegli anni, si trova­va a Bres­cia nel­la bot­te­ga del Bon­vi­ci­no, da cui assim­ilò quell’intenso nat­u­ral­is­mo che carat­ter­iz­za la poet­i­ca del genio bresciano.

Lo stes­so ined­i­to ed emozio­nante par­al­le­lo tra gli espo­nen­ti delle due scuole pit­toriche ver­rà pro­pos­to nelle sale suc­ces­sive ded­i­cate al tema del­la “ritrat­tis­ti­ca” — MoroniCere­sa Fra Gal­gario da un lato, Bel­lot­tiCifron­di Gia­co­mo Ceruti det­to il Pitoc­chet­to dall’altro -, del­la “pit­tura baroc­ca”, del­la “natu­ra mor­ta” — Basche­nis Bet­tera cam­pi­oni nel­la Cit­tà dei Mille, Rasio Duran­ti in quel­la del­la Leones­sa — e del­la “pit­tura di genere” dove pro­tag­o­nisti saran­no gli irriv­er­en­ti dip­in­ti con nani e pig­mei di Boc­chi e del­l’al­lie­vo berga­m­as­co Albri­ci, i pae­sag­gi di Ron­cel­li e i rus­ti­ci interni di casci­nali e osterie di Bot­ti.

Il per­cor­so espos­i­ti­vo pros­eguirà poi al piano nobile del­la stor­i­ca res­i­den­za cinque­cen­tesca con una sor­pren­dente “mostra nel­la mostra”, cos­ti­tui­ta da quat­tro appro­fondi­men­ti ded­i­cati a temi carat­ter­iz­zan­ti l’identità cul­tur­ale e la sto­ria delle due cit­tà, dove s’incontreranno scul­ture, dis­eg­ni, stru­men­ti musi­cali, dip­in­ti, cimeli stori­ci, doc­u­men­ti antichi e fotografie d’epoca.

In par­ti­co­lare, ver­ran­no inda­gate le fig­ure dei due papi del ‘900, il berga­m­as­co Gio­van­ni XXIII e il bres­ciano Pao­lo VI, e il loro rap­por­to con l’arte e gli artisti, da Picas­so a Cha­gall, da Matisse a Dalí fino a Manzù; le tradizioni gas­tro­nomiche e quelle musi­cali tra Rinasci­men­to e XX sec­o­lo; infine un focus par­ti­co­lare sarà ris­er­va­to all’avventura del grande architet­to Mar­cel­lo Pia­cen­ti­ni, atti­vo nei pri­mi decen­ni del Nove­cen­to tra Berg­amo e Bres­cia, dove trasfor­mò il volto urbano delle due città.

“Per un anno uni­co e irripetibile come sarà per Bres­cia e Berg­amo il 2023 – affer­ma il cura­tore Davide Dot­ti — ho ideato un’e­s­po­sizione spe­ciale e diver­sa rispet­to alle ultime otto curate in Palaz­zo Mar­ti­nen­go. La mostra, infat­ti, sposan­do il sig­ni­fi­ca­to pro­fon­do del­la Cap­i­tale Ital­iana del­la Cul­tura 2023, pro­por­rà un ined­i­to ed emozio­nante con­fron­to tra i più gran­di pit­tori attivi nelle due cit­tà durante i qua­si quat­tro sec­oli di dom­i­nazione veneziana, dan­do così vita un vero e pro­prio der­by artis­ti­co e cul­tur­ale che pros­eguirà al piano nobile di nelle sezioni ded­i­cate all’ar­chitet­tura, alla musi­ca, alle tradizioni gas­tro­nomiche e ai due gran­di papi del Nove­cen­to e al loro rap­por­to con l’arte e gli artisti. Per­cor­ren­do le sale del Palaz­zo il pub­bli­co com­pirà così un emozio­nante viag­gio ric­co di opere inedite, sor­p­rese e curiosità, il cui obi­et­ti­vo è dare risalto allo stra­or­di­nario pat­ri­mo­nio cul­tur­ale che si è strat­i­fi­ca­to nel cor­so dei sec­oli a Bres­cia e Berg­amo, nonché sti­mo­lare una nuo­va pre­sa di coscien­za su un capi­to­lo fon­da­men­tale del­la sto­ria del­l’arte ital­iana, scrit­to dai gran­di maestri del­la pit­tura attivi nelle due cit­tà, gemel­late nel­l’an­no del­la Cap­i­tale Ital­iana del­la Cultura”.

L’esposizione è il nuo­vo appun­ta­men­to espos­i­ti­vo dell’Associazione Ami­ci di che fa segui­to ai suc­ces­si di pub­bli­co e di crit­i­ca ottenu­ti con le rasseg­ne Il Cibo nel­l’Arte dal Sei­cen­to a Warhol (2015), Lo Splen­dore di Venezia. Canalet­to, Bel­lot­to, Guar­di e i vedutisti del­l’Ot­to­cen­to (2016), Da Hayez a Bol­di­ni. Ani­me e volti del­la pit­tura ital­iana del­l’Ot­to­cen­to (2017), Picas­so, De Chiri­co, Moran­di. Cen­to cap­ola­vori dalle collezioni pri­vate bres­ciane (2018), Gli ani­mali nell’arte dal Rinasci­men­to a Ceruti (2019), Donne nell’arte. Da a Bol­di­ni (2020–2022), vis­i­tate da oltre 300.000 persone.

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